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    Antonio 46Posts: 330
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    6 Febbraio 2014 alle 8:11 - Views: 651 #27935

    Cari amici,

    anche se un po’ in ritardo, desidero comunque ricordare l’amico Paolo nel secondo anniversario della sua scomparsa.

    Presumo che alcuni di voi, così come me, che in qualche modo hanno avuto la fortuna di conoscerlo, non riescono a rassegnarsi all’idea che la sua forte e tangibile passione per le tropicali fruttifere, oltre che per la Natura, il mare e i luoghi a lui cari come la Corsica, espressa ampiamente attraverso foto, articoli e blog, abbia improvvisamente e per sempre cessato di manifestarsi a noi.

    Per fortuna o per una sorta di destino, sopravvivono ancora oggi i suoi numerosi pensieri e la sua saggezza espressi a voce alta su vecchi articoli ancora utili e richiamati nuovamente in vita da giovani forumisti assetati di conoscenza ed alle loro prime esperienze sul campo nel settore tropicale.

    Due anni sono pochi, ma sono anche tanti per uno come me che quando andava in crisi prendeva puntualmente il treno per Alassio con l’intento di recuperare, insieme ad una buona boccata d’aria salubre, l’antico entusiasmo nato circa otto anni prima nell’Orto Botanico di Firenze e che, a causa degli inevitabili insuccessi, (più numerosi degli stessi successi,) si affievoliva naturalmente e gradatamente nell’attesa di un’ efficace “medicina” miracolosa ed apparentemente introvabile.

    Il rientro in treno per Torino era carico di frutti e di nuove piantine dai nomi più strani ed a volte impronunciabili che debordavano dalle buste di plastica e che l’amico Paolo, molto generosamente, mi regalava ogni volta insieme alla sua rinnovata amicizia.

    Ma il carico più prezioso per cui valeva la pena di sprecare tempo e denaro era etereo e non trasportabile dentro una borsa…

    …quel prezioso carico leggero ed impalpabile che trasportavo dentro me, dopo tanti anni di coltivazione tropicale fra alterni successi ed insuccessi, cari amici, mi manca oggi terribilmente!

    Da due anni, infatti, sento l’inconsolabile mancanza di quella portentosa “medicina” che mi riempiva il cuore di nuovo fermento e di ritrovato entusiasmo, fonte di sicura sopravvivenza per le mie essenze tropicali…

    …indispensabile, grazie all’amico Paolo, fino all’inevitabile prossima crisi.

    Antonio

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

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    12 Giugno 2013 alle 23:35 - Views: 188 #32866

    Ciao Angelo,

    ci può sempre essere un eccezione alla regola!

    Antonio Sabbetti
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    12 Giugno 2013 alle 0:58 - Views: 291 #27939

    Grazie, Daniele per il prezioso consiglio che cercherò al più presto di mettere in pratica.

    Antonio Sabbetti
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    1 Giugno 2013 alle 0:27 - Views: 291 #27937

    Eh…magari…..

    la signora moglie trova tutti gli spazi occupati

    Antonio Sabbetti
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    In risposta a Germogli Papaya
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    24 Maggio 2013 alle 23:48 - Views: 189 #33060

    Le palline sono o Agriperlite o polistirolo.

    Aspetta che le piantine di Papaya si sviluppino a sufficienza e poi, con la massima delicatezza, trapiantale in piccoli vasi individuali.

    Puoi anche lasciare le piccole Papaye li dove sono però devi stare attento agli eccessi idrici.

    Antonio Sabbetti
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    In risposta a Germogli Papaya
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    24 Maggio 2013 alle 20:15 - Views: 189 #33058

    Probabilmente il vaso è sovradimensionato rispetto le piantine e l’apparato radicale di esse che non riescono quindi a prosciugare in breve tempo l’umidità contenuta nel terreno.

    Sii paziente e bagna solo quando quest’ultimo è quasi asciutto!

    Antonio Sabbetti
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    23 Maggio 2013 alle 23:54 - Views: 210 #33127

    Ciao Franciccio,

    questo trucco me l’ha insegnato una vivaista e la differenza di peso si nota specialmente con i vasi di plastica, meritevoli soprattutto di drenare meglio di quelli di coccio.

    Per la scelta del recipiente da utilizzare quale unità di misura, è difficile poterlo ipotizzare se non facendo delle prove sul campo.

    si tenga presente che l’essenza coltivata in vaso ha la necessità di essere innaffiata non a scadenze fisse e magari dettate dal calendario, bensì in modo personalizzato e tenendo presente la reale esigenza idrica individuale che durante l’estate, e per una pianta in buona salute e dalla superfice fogliare di medio sviluppo, si aggira intorno ai tre/quattro giorni:

    il tempo di assorbimento maggiore è dovuto allo scompenso fra il rapporto radice/terra contenuta nel vaso, responsabile spesso di marciumi radicali.

    Quando un coltivatore agricolo decide di bagnare il proprio orto lo fa in modo generico, mentre le nostre coltivazioni tropicali e atipiche hanno bisogno di una personalizzazione individuale, specialmente se coltiviamo contemporaneamente anche delle succulente.

    Insomma, carissimo Franciccio, è meglio sbagliare per difetto che per eccesso!

    Antonio Sabbetti
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    23 Maggio 2013 alle 18:57 - Views: 203 #33124

    Carissimo Franciccio,

    impara a soppesare il vasetto che contiene il tuo povero Mango e quando lo sentirai particolarmente leggero vorrà dire che avrà bisogno di nuova acqua (sempre poca però!).

    Per il seme messo a mollo nel bicchiere, bisognerà semplicemente aggiungere dell’acqua man mano che asciuga, mentre per il seme posto in terrà e quando bagnarlo, dipenderà da vari fattori come il caldo, il vento (che fa asciugare il terriccio),ecc.ecc…

    ma tu utilizza quello strumento infallibile che la Natura ci ha generosamente regalato e che non costa assolutamente nulla: “il ditometro!”

    Antonio Sabbetti
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    22 Maggio 2013 alle 23:14 - Views: 203 #33122

    quote:


    Potrà salvarsi?


    Franciccio…avevo appena scritto del tuo ritrovato ottimismo…

    Se la tua piantina di Mango si potrà salvare o meno è molto difficile da dire…cerchiamo di non pensarci!

    Nell’epoca di maggior ripresa vegetativa (che dovrebbe coincidere con l’estate), è secondo me il periodo migliore per effettuatre il rinvaso delle nostre essenze tropicali, ma, vorrei sottolineare, sempre che siano chiaramente e inequivocabilmente in ripresa vegetativa!

    Antonio Sabbetti
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    22 Maggio 2013 alle 22:54 - Views: 214 #33109

    consulta “scambio semi e piante” in questo forum per vedere se c’è qualcosa che ti può interessare…

    ..o puoi semplicemente fare tu una particolare richiesta.

    Antonio Sabbetti
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    22 Maggio 2013 alle 21:23 - Views: 203 #33120

    Ciao Franciccio,

    sono contento che tu sia partito finalmente con un pò di ottimismo!

    Per la piantina in sofferenza, temo che abbia patito il rinvaso, poiché il Mango, così come molte Anacardiacee, è dotato di radici molto fini che spesso non riescono a compattare il pane di terra contenuto nel vaso e si strappano molto facilmente e irrimediabilmente, nonostante le attenzioni, al primo trapianto o rinvaso.

    A parte il fatto che per rinvasare un Mango bisogna avere una buona giustificazione, rimane il problema della scelta del nuovo vaso ospitante che deve essere appena poco più grande di quello da sostituire; e ancora, in considerazione dell’esagerata delicatezza delle radici, come già detto sopra, occorrerebbe piuttosto sacrificare il vecchio vaso tagliandolo (se è di plastica) o rompendolo (se è di coccio) al fine di mantenere il pane di terra integro con tutte le sue radici all’interno.

    Per la ripresa del medesimo Mango in sofferenza, lo devi tenere bagnato il meno possibile fino a quando non manifesterà, con anche la complicità della bella stagione, l’auspicata ripresa vegetativa con la produzione di nuove foglie: quello sarà il segnale per riprendere a bagnare con una certa (ma sempre moderata) regolarità.

    Antonio Sabbetti
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    22 Maggio 2013 alle 16:50 - Views: 203 #33118

    Ciao Franciccio,

    il prodotto rameico consigliato dal negoziante e che hai usato per trattare i tuoi semi di Mango andranno sicuramente bene…stai tranquillo!

    Il colore rossiccio nelle zone centrali dei due lati mi fanno ben pensare…ma ricordati che il seme in questione affonderebbe anche se fosse marcio e non più vitale!

    i trattamenti con prodotti rameici sono abbastanza sicuri anche se dati sul terriccio che ospita la pianta.

    Per quel che concerne i frutti tropicali utili per ricavarne i semi, stò cercando l’indirizzo di un ragazzo siciliano, che, per sentito dire, si è presentato alla manifestazione “Orticola” nei giorni scorsi per vendere diversi frutti tropicali di sua produzione…ti farò sapere!

    Se ho capito bene, caro Franciccio, vuoi tentare due coltivazioni differenti con i due semi di Mango…

    allora uno seminalo per piatto sul terriccio umido (alla maniera di Angelo) e l’altro lascialo in acqua fino a quando, dopo aver prodotto la radice, non abbia anche sviluppato la piantina con qualche bella foglia.

    Antonio Sabbetti
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    22 Maggio 2013 alle 0:38 - Views: 214 #33107

    Il frutto! (senza spedizione)

    acquistato direttamente nei negozi etnici

    Antonio Sabbetti
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    In risposta a Profumo di caffè!
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    22 Maggio 2013 alle 0:31 - Views: 205 #22356

    quote:


    i due semini di caffè sono in viaggio per Capaccio – Paestum…


    …e forse a quest’ora staranno già respirando l’aria del Vesuvio!

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

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    22 Maggio 2013 alle 0:27 - Views: 210 #23446

    quote:


    chissà che frutti ne deriveranno?


    li chiameremo Psidium Cattleianum Jon

    Antonio Sabbetti
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