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    In risposta a Trapianto papaya
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    20 Marzo 2009 alle 17:48 - Views: 414 #28778

    quote:


    sono stato in africa poche settimane fa e ho visto papaye alte come palazzi di tre piani e con vari rami, credevo avessero solo un tronco e invece…..



    Lo sappiamo..lo sappiamo che ti sei divertito.. mentre a noi è toccato consolarci con la visione virtuale della nostra Africa domestica!
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 17:43 - Views: 470 #28920

    quote:


    conosco un tipo che fa uso spropositato di aloe vera , ha 75 anni e va a ballare in discoteca….se lo vedi gli dai 50 anni portati bene.



    Hai sentito Giuliana?
    …che dici se cominciamo fin da subito a coltivarla?
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 17:36 - Views: 414 #28776

    quote:


    tolte e regalate, ma non so che fine abbiano fatto.



    E’ un peccato non sapere almeno come stanno e se sono ancora vive, dal momento che si tratta di una tropicale fra le più difficili da coltivare: le mie nove sono ormai tutte morte ma mi prendo il premio di consolazione con la magnifica Papaya di Lucia (alta un metro e venti) che quest’anno dovrebbe entrare nel suo terzo anno di vita…unico rimpianto…peccato non essere io ad averla prodotta da seme.
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 17:20 - Views: 470 #28918

    quote:


    diamine Antonio (altri tempi….) non stiamo parlando di preistoria



    Hai ragione, cara Giuliana…mia quasi coetanea…è che il tempo, alla nostra età, scorre troppo velocemente…e se da una parte c’è il vantaggio di veder crescere rapidamente le nostre amate piantine, dall’altra ci troviamo tutto ad un tratto con molti anni in più sulla gobba e tanta nostalgia…per i famosi ghiaccioli al Tamarindo!
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 17:02 - Views: 414 #28774

    quote:


    e poi come al solito le eliminai per la mia solita cronica carenza di spazio



    …gli hai sparato?

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 11:31 - Views: 414 #28772

    quote:


    e forse e’ gia’ tardi….



    …ma non per un miracolo!
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 9:24 - Views: 497 #29184

    …è ormai un seme “navigato”
    Antonio

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    20 Marzo 2009 alle 8:53 - Views: 414 #28770

    Ciao amici,
    eccomi di nuovo a voi con una bella foto della mia carissima Papaya in ripresa vegetativa, anche per la complicità del tempo che ha regalato a noi torinesi numerose e splendide giornate primaverili.
    La controllo tutti i giorni con la segreta speranza di scorgere qualche piccolo accenno di fioritura come successe nello scorso autunno e di cui allego la foto.
    Antonio

    Antonio Sabbetti
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    20 Marzo 2009 alle 7:57 - Views: 470 #28914

    quote:


    il tamarindo fruttifica in vaso ? o comunque fruttifica in italia ?



    Ciao Costiero,
    dalle scarse informazioni in rete si può dedurre che il Tamarindo (Tamarindus Indica) dalle particolari foglie pennate e sensitive possa anche fruttificare se coltivato in un vaso adeguato, magari in un’isola favorevolmente calda come la Sicilia, sostenuto con dei fertilizzanti specifici e ricoverato necessariamente in serra calda l’inverno.
    Quello del ricovero obbligatorio è una delle probabili cause della sua scarsa coltivazione che rimane esclusivamente a livello amatoriale ed in vaso.
    Altra causa è il frutto leguminoso, scarsamente commerciabile e competitivo, conosciuto e ricordato (da noi di una certa età) per l’indimenticabile aroma dei ghiaccioli di quando eravamo ragazzi.
    Antonio

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    16 Marzo 2009 alle 0:46 - Views: 674 #29249

    quote:


    … poi tu Antonio le pianti le riconosci dall’odore delle foglie

    Paolo



    E’ vero, caro Paolo, e te ne sei ricordato!
    Antonio

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    14 Marzo 2009 alle 10:44 - Views: 674 #29246

    …ma ricordiamoci, caro Bearking, miracolo permettendo, che prima di mangiarci i frutti, godremo anche di una splendida fioritura
    Antonio

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    13 Marzo 2009 alle 21:46 - Views: 674 #29244

    Ciao Bearking,
    comparando la Lagerstroemia Indica ampiamente descritta ed illustrata in rete con la tua essenza, non trovo che ci sia una grande somiglianza, mentre invece trovo che il tuo magnifico bonsai assomigli di più all’Eugenia Uniflora o quantomeno ad una di alcune varietà di Eugenia.
    Per maggior chiarezza allego tre foto di piante bonsai da me ritenute di Eugenia uniflora, fatte in un garden e definite dal vivaista semplicemente “piante del The”.
    La quarta foto rappresenta la mia piantina ancora molto giovane ma dalla straordinaria somiglianza con l’essenza del bonsai.
    Concludo confermando la periodica squamatura del piccolo tronco (un po’ come nella pianta del Caffè) della mia Eugenia Uniflora.
    Antonio

    Bonsai di Eugenia

    Chioma dell’Eugenia

    Dettaglio dell’Eugenia

    Dettaglio della mia piccola Eugenia Uniflora

    Antonio Sabbetti
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    11 Marzo 2009 alle 21:43 - Views: 407 #29174

    Ciao Gabrixx,
    come è finita la storia dei semi di caffè e del suo relativo bagnetto verde?
    E’ passato quasi un mese dal tuo primo quesito e la nostra curiosità scimmiesca è sempre più desiderosa di sapere .
    Antonio

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    11 Marzo 2009 alle 14:57 - Views: 470 #28912

    Cari amici,
    abbiamo dimenticato di consigliare all’amico Orfeo il Tamarindo (Tamarindus Indica) che io possiedo e coltivo in vaso come un bonsai già da diversi anni con molta soddisfazione.
    Ne possedevo diverse piantine, e quando ho capito la sua discreta rusticità (anche se va riparata durante l’inverno) ho regalato gli esuberi agli amici, trattenendo semplicemente questo unico esemplare che mi fa compagnia da quasi cinque anni.
    Antonio

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    11 Marzo 2009 alle 12:11 - Views: 442 #28937

    quote:


    Ho una trentina di alkekengi da trapiantare, da serra fredda in pieno campo.
    Hanno un anno di vita: vorrei sapere se e’ meglio trapiantarle al primo anno e in che periodo dell’anno(zona milano)
    ANGELO


    Ciao Angelo,
    io penso, per esperienza diretta fatta con una pianta di Phisalis Peruvianus di un anno, ottenuta da seme e sopravvissuta al rigido inverno torinese, che puoi tranquillamente trapiantare le tue trenta piantine in piena terra, aspettando, magari, che il caldo primaverile si stabilizzi su delle medie più rassicuranti.
    La mia pianta di quasi tre metri, è deceduta durante l’inverno lasciando miracolosamente sopravvivere un piccolo germoglio di cinquanta centimetri, a testimonianza della sua peculiare rusticità.
    Allego alcune foto per la descrizione di quanto sopra.
    Antonio

    La pianta di Phisalis Peruvianus al culmine vegetativo

    Alcune infiorescenze

    Il sopravissuto germoglio oggi

    Antonio Sabbetti
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