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  • 2 Dicembre 2008 alle 8:24 #4486

    Ho già postato questa Archontophoenix e a me pare proprio una cunninghamiana.
    Le caratteristiche distintive che mi hanno portato a questa supposizione sono:
    – il verde intenso;
    – indumento color ruggine;
    – il fusto esile ed allungato.

    Nonostante esperti come Pietro e Carlo si sono orientati su alexandrae.
    Forse con queste altre foto posso facilitare il riconoscimento, magari di chi ne possiede qualche esemplare.

    Enzo
    Calabria/costa tirrenica meridionale est/ 2 m s.l.m./ 5 m dal mare
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    pietropuccio
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    2 Dicembre 2008 alle 9:23 - Views: 389 #37471

    quote:


    Nonostante Pietro … si sono orientati su alexandrae.


    Scusami Enzo, io non mi sono orientato su nulla, ho soltanto indicato il modo per distinguere una cunninghamiana da una alexandrae; la conclusione, sulla base delle osservazioni sulla foglia, l’hai tratta tu. Le foto non permettono di distinguere la differenza.
    Riguardo il fusto esile, questo è dovuto alla coltivazione in ombraio, personalmente sconsiglio sempre di acquistare palme che hanno formato il fusto in vivaio (a meno che non siano state espiantate dalla piena terra e reimpiantate in mastelloni, ma da non più di un anno), perchè messe in piena terra rimarranno deformate, a volte in modo grottesco.

    Pietro Puccio
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    Pietro
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    2 Dicembre 2008 alle 22:14 - Views: 539 #37472

    Ciao Pietro, vero io mi sono orientato su una alexandrae seguendo le tue preziose indicazioni, e non può essere diversamente.

    Enzo
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    Scritto Da – judenzo on 04 Dicembre 2008 08:28:19

    pietropuccio
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    4 Dicembre 2008 alle 12:11 - Views: 388 #37473

    quote:


    Ciao Pietro, vero io mi sono orientato su una alexandrae seguendo le tue preziose indicazioni, e non può essere diversamente.


    Ciao Enzo,
    lascia stare i complimenti e vediamo di concretizzare qualcosa. L’identificazione di una pianta tramite una fotografia è la domanda più frequente nei forum, in realtà non dovrebbe farsi, a meno che non mostri una caratteristica che porti univocamente alla specie. Con le palme esistono altre difficoltà quali il fatto che si caratterizzano dopo anni dalla germinazione e le modalità di coltivazione che ne possono alterare l’aspetto, specie in fase giovanile.
    Tornando alla tua pianta, questa ha un aspetto, dalle foto, che farebbe pensare ad una cunninghamiana, ma presenta anche segni di eziolatura, e quindi di coltivazione non proprio al meglio, che potrebbero ingannare. Fortunatamente la cunninghamiana, fin dalla prima foglia bifida può distinguersi da tutte la altre Archontophoenix, proprio per l’aspetto diverso della parte inferiore delle pinnule. C’è da dire che questo colore grigio-verde della alexandrae (e altre), che manca nella cunninghamiana, non è così eclatante da essere immediatamente individuato da un occhio non allenato, ma in un confronto diretto tra le pinnule delle due specie, la differenza è più che evidente e sarai il primo a dire “come potevo avere dubbi!” La tua difficoltà è data dall’avere una sola specie e quindi non puoi fare un confronto diretto, se non sei sicuro quindi della diferenza di aspetto tra parte superiore ed inferiore, sospendi il giudizio e cerca nei vivai delle vicinanze se hanno ambedue le specie e confrontale. Come tentativo, vedi di fare qualche foto di una pinnula ripiegata al centro in modo da evidenziare contemporaneamente sopra e sotto, foto quanto più nitida possibile.

    Pietro Puccio
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    17 Dicembre 2008 alle 15:16 - Views: 541 #37474

    Come suggeritomi

    quote:


    pietropuccio scrive:
    Come tentativo, vedi di fare qualche foto di una pinnula ripiegata al centro in modo da evidenziare contemporaneamente sopra e sotto, foto quanto più nitida possibile.


    ho inserito un buon numero di foto delle pinnule.

    1

    2

    3

    4

    5

    6

    E’ graditissima qualsiasi informazione e/o consiglio, “di chiunque coltiva, ha coltivato, o ha esperienze dirette su questa palma in particolare”.

    Informazione per gli esperti:
    Acquistate contemporaneamente (3 Archontophoenix e 2 R. rivularis) fine ottobre inizio novembre, le prime dopo 2 mesi hanno riportato bruciature causate ragionevolmente dai venti salmastri che qui hanno raggiunto raffiche di 55 nodi e dal moto ondoso tempestoso per 15 giorni circa; le R.rivularis alcun danno o stress, anzi stanno meglio che in vivaio.
    La t.min nel periodo in considerazione è scesa una sola volta a 8 gradi, altrimenti sempre sopra gli 11.

    Enzo
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    pietropuccio
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    17 Dicembre 2008 alle 17:41 - Views: 385 #37475

    Ciao Enzo,
    le foto non danno risposte chiare riguardo l’eventuale presenza di microscopiche scaglie nella parte inferiore delle pinnule, ma la presenza di ramenta (quelle fibre brunastre sulla venatura centrale nella parte inferiore) e la venatura centrale giallastra e prominente nella parte superiore indicano cunninghamiana.

    Aggiungo a maggior chiarimento il retro di una foglia di A. tuckeri, identica a quella di una alexandrae, dove è ben visibile il “grigiore” e l’assenza di ramenta:

    Pietro Puccio
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    Scritto Da – pietropuccio on 17 Dicembre 2008 19:35:54

    Pietro
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    roberto brunoPosts: 302
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    17 Dicembre 2008 alle 18:44 - Views: 536 #37476

    Enzo
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    Latitudine 38°5o’ / Zona climatica 9b/10a (USDA)
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    Scritto Da – judenzo on 04 Dicembre 2008 08:28:19
    [/quote]

    Ciao Enzo,vedo che vivi a 5m.dal mare.Grande privilegio,ti permetterà di crescere quello che ti pare,a patto di selezionare le specie che non risentono degli spruzzi di acqua salmastra.Se la costa è sabbiosa io inizierei con dei Cocos Nucifera.Scherzi a parte puoi trovare da più parti indicazioni sulle specie resistenti alla salinità.L’Archontophoenix non mi sembra sia una di quelle.Una nota: le tue foto sono datate 12/12/2013.Mamma mia,ci scrivi dal futuro?!Che ci aspetta di bello?
    Saluti
    Roberto

    judenzoPosts: 502
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    17 Dicembre 2008 alle 19:09 - Views: 538 #37477

    Grazie Pietro

    Ciao Roberto, in effetti sono troppo sul mare, le palme le sistemerei nel giardino dietro casa, lato mare è impossibile poichè una o due volte l’anno il giardino è inondato a causa mareggiate. In compenso non va mai sotto zero e posso sbizzarrirmi.
    Ho preso dei sabal che dovrebbero star bene qui.

    Enzo
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    roberto brunoPosts: 302
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    17 Dicembre 2008 alle 20:20 - Views: 536 #37478

    quote:


    Grazie Pietro

    Ciao Roberto, in effetti sono troppo sul mare, le palme le sistemerei nel giardino dietro casa, lato mare è impossibile poichè una o due volte l’anno il giardino è inondato a causa mareggiate. In compenso non va mai sotto zero e posso sbizzarrirmi.
    Ho preso dei sabal che dovrebbero star bene qui.

    Enzo
    Calabria/costa tirrenica meridionale est s.l.m./ 5 m dal mare/ 9b


    Posizione davvero invidiabile,puoi farne un piccolo tropico.Ho letto da qualche parte che c’è una varità di Cocos Nucifera che potrebbe tollerare lo
    0c°.Forse Golden Malayan? Io un pensierino lo farei

    Scritto Da – roberto bruno on 17 Dicembre 2008 20:21:25

    Scritto Da – roberto bruno on 17 Dicembre 2008 20:24:50

    judenzoPosts: 502
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    17 Dicembre 2008 alle 21:40 - Views: 538 #37479

    Ciao Roberto,
    sai la mia passione nasce proprio da lì, nel mio primo viaggio ai caraibi vidi migliaia di cocos nucifera, molte sulla spiaggia, erano ovunque:


    Repubblica Dominicana, arcipelago di Samanà

    Il mio amico mi scherza sempre dicendomi che, vista la situazione più o meno microclimatica, potrei provarne una.
    Nonostante tutto non credo ai miracoli, è un’altro clima e ne so qualcosa.

    Potendo scegliere, dove mettereste a dimora le Archontophoenix cunninghamiana?
    Pieno sole o un pò coperta?

    Enzo
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    Scritto Da – judenzo on 17 Dicembre 2008 21:41:25

    pietropuccio
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    17 Dicembre 2008 alle 22:11 - Views: 380 #37480

    quote:


    Ho letto da qualche parte che c’è una varità di Cocos Nucifera che potrebbe tollerare lo 0c°.Forse Golden Malayan? Io un pensierino lo farei


    La più resistente, relativamente parlando, dovrebbe essere la ‘Jamaican Tall’. Naturalmente tentar non nuoce, ma non si ricava lo stesso il classico ragno dal buco (a meno di non trovare una Cocos OGM). Nella Cocos nucifera alla temperatura di +10/12°C si blocca la fotosintesi e la proliferazione cellulare nel meristema (alias inizio della fine). Nel sud della Florida le cocos superano le sporadiche e brevissime ondate di gelo perchè:
    a) avvengono in inverno (ovviamente) che è la stagione secca;
    b) la temperatura del suolo per la brevità del fenomeno rimane costante intorno a +20°C;
    c) sempre per la brevità del fenomeno la regione meristematica non raggiunge la temperatura esterna, ma si mantiene superiore;
    d) nei giorni antecedenti e seguenti l’impulso freddo le temperature diurne sono solitamente superiori ai + 20°C.

    Pietro Puccio
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    roberto brunoPosts: 302
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    18 Dicembre 2008 alle 21:20 - Views: 536 #37481

    quote:


    quote:


    Ho letto da qualche parte che c’è una varità di Cocos Nucifera che potrebbe tollerare lo 0c°.Forse Golden Malayan? Io un pensierino lo farei


    La più resistente, relativamente parlando, dovrebbe essere la ‘Jamaican Tall’. Naturalmente tentar non nuoce, ma non si ricava lo stesso il classico ragno dal buco (a meno di non trovare una Cocos OGM). Nella Cocos nucifera alla temperatura di +10/12°C si blocca la fotosintesi e la proliferazione cellulare nel meristema (alias inizio della fine). Nel sud della Florida le cocos superano le sporadiche e brevissime ondate di gelo perchè:
    a) avvengono in inverno (ovviamente) che è la stagione secca;
    b) la temperatura del suolo per la brevità del fenomeno rimane costante intorno a +20°C;
    c) sempre per la brevità del fenomeno la regione meristematica non raggiunge la temperatura esterna, ma si mantiene superiore;
    d) nei giorni antecedenti e seguenti l’impulso freddo le temperature diurne sono solitamente superiori ai + 20°C.

    Pietro Puccio
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    Certo è che il Cocos Nucifera è l’essenza della tropicalità e su tutti i forum di palmofili di ogni parte del mondo le discussioni sulla possibilità di coltivarlo in questa o quella zona climatica si sprecano.Sul sito di un referenziato vivaista della Florida(www.bizmark.8m.com) c’è un interessante database sulla rusticità di moltissime specie comunemente coltivate da quelle parti.Riporta che un”Jamaican Tall” è sopravvissuto sebbene defoliato a 19 F che dovrebbero equivalere a -7C°ed è tutt’ora in vita.Io 10 euri al fioraio sotto casa li spenderei.

    judenzoPosts: 502
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    19 Dicembre 2008 alle 15:08 - Views: 537 #37482

    quote:


    La più resistente, relativamente parlando, dovrebbe essere la ‘Jamaican Tall’. Naturalmente tentar non nuoce
    Pietro Puccio

    Certo è che il Cocos Nucifera è l’essenza della tropicalità e su tutti i forum di palmofili di ogni parte del mondo le discussioni sulla possibilità di coltivarlo in questa o quella zona climatica si sprecano. Sul sito di un referenziato vivaista …………Riporta che un”Jamaican Tall” è sopravvissuto sebbene defoliato a 19 F che dovrebbero equivalere a -7C°ed è tutt’ora in vita.Io 10 euri al fioraio sotto casa li spenderei.
    roberto bruno


    Se la trovo la prendo(dove???)

    Potendo scegliere, dove mettereste a dimora le Archontophoenix cunninghamiana?
    Pieno sole o un pò coperta…?

    Enzo
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    pietropuccio
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    20 Dicembre 2008 alle 8:02 - Views: 381 #37483

    quote:


    Potendo scegliere, dove mettereste a dimora le Archontophoenix cunninghamiana?
    Pieno sole o un pò coperta…?


    In natura cresce preferibilmente in radure nella foresta, ma sempre all’ombra delle più alte; ad ogni modo, all’alba del giardino (1979), le ho messe in pieno sole, non potendo fare altrimenti, e non hanno avtuto problemi.

    Pietro Puccio
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    Pietro
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    21 Dicembre 2008 alle 8:21 - Views: 537 #37484

    quote:


    … all’alba del giardino (1979), le ho messe in pieno sole, non potendo fare altrimenti, e non hanno avtuto problemi.
    Pietro Puccio



    Grazie Pietro, sempre gentilissimo.

    Enzo
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    Scritto Da – judenzo on 21 Dicembre 2008 09:10:24

    ffeeddee
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    21 Dicembre 2008 alle 8:53 - Views: 458 #37485

    ciao Enzo
    Per tentare il cocos nucifera credo dovresti ordinare la noce dai vivai della florida e farla nascere la prossima estate, chi può dire che tu non riesca? Ho visto che in usa fanno girare intorno al tronco le luci di Natale per tenere la temperatura adeguata, inoltre il clima potrebbe aiutarti, fino a 3 anni fa nella mia zona ilnespolo giapponese non faceva frutti a causa del gelo, ora invece fa abbondanti produzioni.

    Federico

    Ravenna
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