Al genere Plumeria, della famiglia delle Apocynaceae, vengono ascritte attualmente dai botanici una decina di specie originarie dell’America centrale, dal Messico al Venezuela, e dei Carabi ed oggi naturalizzate (in particolare la obtusa e le numerose varietà della rubra) in tutte le regioni tropicali del mondo. Appartengono alla famiglia delle Apocynaceae anche specie spontanee della nostra flora, come l’oleandro (Nerium oleander) e le Vinca e specie esotiche, ampiamente coltivate a scopo ornamentale o per le proprietà medicinali, appartenenti ad esempio ai generi Acokanthera, Adenium, Allamanda, Carissa, Catharanthus (Vinca rosea), Mandevilla, Pachypodium, Strophanthus, Thevetia. La plumeria è conosciuta in molte parti del mondo col nome di “frangipani” dal termine usato dai coloni francesi nei Caraibi, perchè ricordava il famoso profumo creato nel XII secolo dal nobiluomo italiano Frangipani. Il profumo ricorda essenze fruttate o la fragranza del gelsomino, del limone, del caprifoglio o della rosa.Le plumerie si presentano in natura come arbusti o piccoli alberi fino a 10 m di altezza, alcune specie sono sempreverdi, altre a foglia caduca; i fiori sono imbutiformi e nascono in infiorescenze terminali, dove spesso maturano dai 20 ai 30 fiori contemporaneamente. I colori, a seconda della specie e varietà, vanno dal bianco puro al rosso porpora intenso, passando per giallo, arancio e rosa. Le plumerie si adattano bene anche alla coltivazione in vaso, da ciò la loro crescente popolarità anche al di fuori delle zone tropicali e subtropicali, potendosi ricoverare in ambiente protetto nei mesi più freddi non sopportando temperature prossime allo zero.
[indice]

Le plumerie vivono nei luoghi di origine prevalentemente in aree caratterizzate da spiccata stagionalità o comunque con lunghi periodi a scarsa piovosità, su suoli prevalentemente poveri, pietrosi, o su rocce, in pieno sole e con temperature estremamente miti in inverno ed elevate in estate. Al di fuori quindi delle zone tropicali, subtropicali e marginali di quelle temperato-calde, come le aree costiere dell’estremo sud d’Italia e della Sicilia, vanno coltivate in vaso. Non necessitano di vasi particolarmente grandi, misure iniziali da 16 a 20 possono andare bene per lungo tempo.

[indice]

Non hanno grandi esigenze riguardo il tipo di suolo, purchè poroso, drenante e capace di trattenere un certo grado di umidità; ad es. può essere costituito per il 50-60% del classico terriccio per la semina di succulente, ulteriormente ‘alleggerito’ con agriperlite o sabbia di fiume o pomice di pezzatura 3-6 mm.

[indice]
Le plumerie durante il periodo vegetativo necessitano di posizioni soleggiate, che favoriscono un'abbondante fioritura, possibilmente riparate dal vento, ideale quindi una esposizione a sud a ridosso di un muro. Le plumerie a foglia caduca che in inverno vanno a riposo completo, in particolare la rubra che è di gran lunga la più coltivata con le ormai centinaia sue varietà, vanno ritirate in autunno in locale anche scarsamente luminoso purchè ventilato ed asciutto e con temperature che è bene non scendano mai sotto +10°C. Le plumerie a foglia persistente, come la obtusa e la pudica, che non hanno un vero periodo di riposo, vanno riparate in locale molto luminoso con temperature almeno di 16-18°C.
[indice]

Le annaffiature, sospese del tutto o quasi nel periodo invernale, vanno riprese con gradualità in primavera quando le piante danno segni evidenti di ripresa vegetativa, lasciando ben asciugare il terriccio tra le annaffiature. In estate, a seconda dell’esposizione, si può innaffiare più frequentemente, ma evitando di mantenere costantemente bagnato il substrato; in autunno, con il rallentare della vegetazione, le innaffiature vanno progressivamente diradate per preparare le piante al riposo invernale. Le concimazioni, sospese in inverno, vanno riprese in primavera preferibilmente con concimi a lenta cessione, poveri in azoto e ricchi in fosforo, a dosi ridotte rispetto a quelle consigliate per evitare deleteri accumuli di sali nel terriccio.
[indice]
La stagione della piena fioritura alle nostre latitudini per le varietà di Plumeria rubra è l’estate. L’obtusa e la pudica, se luce e temperature lo permettono, possono rimanere in fioritura per più lungo tempo.
[indice]
Per seme in primavera, utilizzando semi freschi; le piante da seme solitamente non fioriscono prima di 4-5 anni. Più utilizzate la talea, prelevata alla fine del periodo di riposo, e la margotta.

[indice]
Marciume apicale e radicale, favoriti da eccessiva umidità ambientale e del terriccio, per i quali il miglior rimedio è una corretta coltivazione. Pochi i parassiti, relativamente più frequenti “ragnetto rosso”, afidi e cocciniglie.

[indice]
Il nome del genere, Plumeria, è dovuto a Linneo che lo dedicò al missionario francese Charles Plumier (1646-1704), che raccolse e studiò un gran numero di piante dell’area caraibica alla fine del ‘600.
Le plumerie sono popolarissime da quasi 5 secoli in tutto il sud-est asiatico, portate pare dagli spagnoli, tanto da diventare parte integrante del paesaggio e delle culture e tradizioni di quei popoli. In Europa i primi esemplari furono portati in Inghilterra (1770); in Italia le prime segnalazioni ufficiali sono del 1821 e si riferiscono a piante presenti in un giardino botanico di Palermo da dove si diffuse in pochi decenni col nome di pomèlia, tanto da diventare la pianta più comune nei balconi della città e dove, fino a qualche anno fa, vi era la curiosa usanza di proteggere in inverno i teneri apici vegetativi con gusci d’uovo.
[indice]

Elenco di quelle di maggior interesse per la coltivazione dal punto di vista ornamentale.

Plumeria alba L., 1753, originaria dell’area caraibica, albero fino a 10 m con foglie strette e lunghe fino a 30 cm e fiori bianchi con centro giallo.

Plumeria filifolia Griseb., 1863, Cuba, aree semidesertiche, piccolo albero fino a circa 2 m con fiori dai petali stretti e bianchi, profumati.

Plumeria obtusa L., 1753, America centrale e Caraibi, piccolo albero fino a 6 m, foglie coriacee ottuse all’apice, fiori bianchi con centro giallo, profumati.

Plumeria pudica Jacq., 1763, Panama, Colombia e Venezuela, arbusto o piccolo albero alto fino a 3 m, foglie spatolate, fiori bianchi con piccolo centro giallo-verdastro, inodori.

Plumeria rubra L., 1753, America centrale dal Messico al Venezuela, piccolo albero alto fino ad 8 m, foglie lunghe fino a 50 cm generalmente acuminate all’apice; nella forma acuminata i fiori sono bianchi con centro giallo, nella forma lutea interamente gialli, nella forma rubra da rosa pallido a porpora scuro e nella forma tricolor bianchi con centro giallo e bordo del petalo dal rosa al porpora. I fiori sono tutti intensamente e variamente profumati.

[indice]
 
©LUCIA BARABINO - Webdesigner Valentina Carluccio -