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  • 27 Luglio 2012 alle 19:30 #3545

    Cari amici,
    tutto è cominciato lo scorso anno in un negozio etnico di Torino dove ho scoperto ed acquistato per la prima volta questo insolito e straordinario frutto dal nome di “Lulo” (così chiamato in Colombia) o “Naranjilla” (piccola arancia in Ecuador).

    La pianta che produce questo caratteristico frutto e che nei luoghi d’origine raggiunge le dimensioni di tre metri circa, ha un’affinità con la melanzana, il pomodoro e la patata.

    La specie “Solanum Quitoense”, di origine andina e che cresce in alta quota, prende il nome da Quito, la capitale dell’Ecuador ma è conosciuta e coltivata in tutto il Sudamerica per i suoi frutti succosi ed ipervitaminici; Infatti, la notevole acidità del frutto che comprai l’estate scorsa e che consumai con fatica, denotava per l’appunto una considerevole quantità di vitamina C.

    Una buona parte della sua polpa gialla e profumata la spalmai su di una carta Scottex che misi ad asciugare in una posizione ombreggiata della mia veranda per la finalità della semina; nei giorni successivi, ogni volta che mi avvicinavo involontariamente a quei numerosi ma piccoli semini, ne percepivo il profumo intenso ed inebriante, difficilmente descrivibile.
    Con grande stupore mi accorsi della loro facile germinazione e dell’incredibile quantità di giovani virgulti sbucati dal poco terriccio contenuto nel bicchierino di plastica.
    Non fu difficile azzardare il trapianto singolo di alcuni germogli precocemente sviluppati, regalando poi successivamente a Paolo la rimanenza delle altre piantine in esubero.

    Arrivò l’estate e mi accorsi subito della vigoria di questa particolare essenza che cresceva a vista d’occhio e che richiedeva di continuo nuovi trapianti e nuovi spazi, occupati man mano dalle sue enormi e spinose foglie, le stesse che servirono alla medesima pianta per sopravvivere nell’Era Giurassica e difendersi così dai dinosauri!

    Una pianta adulta di Solanum Quitoense fotografata questa primavera nel Giardino Botanico di Villa Hambury.

    Gli unici due esemplari di S. Quitoense rimasti e sopravvissuti alle mie inesperte cure, morirono successivamente durante lo scorso inverno per marciume al colletto: la caratteristica di questa pianta, infatti, (e sempre parlando di coltivazione in vaso), è di aver un colletto fine e sproporzionato rispetto alle dimensioni del tronco principale e di conseguenza una peculiare vulnerabilità agli eccessi idrici che devono essere drasticamente ridimensionati all’approssimarsi dell’inverno.

    All’inizio di questo anno e da un piccolissimo seme sfuggito al mio controllo, nacque involontariamente una piantina all’interno della bottiglia che ospitava il Durio Zibethinus; decisi successivamente e a malincuore di eliminarla per non compromettere la sopravvivenza della già delicata e rara essenza.


    A febbraio di quest’anno, insieme alle numerose tropicali ereditate da Paolo, portai a casa anche una delle mie piccole piantine di Solanum Q. che il caro amico aveva trapiantato singolarmente in minuscoli bicchierini di plastica e che erano miracolosamente sopravvissute alla rigidità dello scorso inverno, sia pure all’interno della sua serra.


    Memore dell’esperienza acquisita, ho coltivato fino ad oggi questa incredibile essenza che ha richiesto tre trapianti nel giro di pochi mesi, occupando, con le sue enormi e spinose foglie di 55 centimetri cadauna, una buona parte del mio balcone, impedendo a me e a mia moglie di poter utilizzare la porta della camera da letto che porta sul medesimo balcone!

    Quando la pianta aveva ancora delle dimensioni gestibili ho scritto all’Orto Botanico di Torino per un eventuale affido senza ricevere risposta alcuna, ma poi, con la successiva fioritura e concreta speranza di fruttificazione (favorita anche da una concimazione specifica), e visto l’impossibilità di poterla ormai smuovere da quella posizione, ho convinto mia moglie a tenerla per tutta l’Estate…








    e per l’inverno prossimo?

    …se qualcuno si candiderà per l’affido, contatteremo sicuramente una ditta specializzata in trasporti eccezionali!
    Antonio

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

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    10 Ottobre 2012 alle 12:50 - Views: 119 #27921

    Antonio stacci attentohai già visto il film “la piccola bottega degli orrori”,
    noo? allora corri a vederlooooooooo

    ciao ciao Mau
    fotogramma dal film….

    Scritto Da – kandevilla on 13 Novembre 2012 17:35:18

    LiborioAsahiPosts: 144
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    10 Ottobre 2012 alle 15:52 - Views: 129 #27922

    Io mi trovo in una situazione simile con 2 esemplari di tamarillo. Per l’inverno penso di tentare una potatura importante (toglierei tutte le foglie) e riporlo in garage, il tutto incrociando le dita!

    Modena e appennino modenese.

    Scritto Da – LiborioAsahi on 10 Ottobre 2012 15:53:11

    originalsalentoPosts: 26
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    1 Gennaio 2013 alle 23:14 - Views: 132 #27925

    personalmente ne coltivo una da 3 anni in vaso. dutante l’inverno la metto giusto sotto al patio in quanto sensibile alle gelate (poche ma intense qui nel salento) anche se le foglie si bruciano nuovi germogli vengono riemessi dalla pianta.
    Ora, la mia analisi riguardo questa pianta:
    E’ bellissima per via del particolare fogliame quando ha un paio d’anni ma dopo crescendo diventa sgraziata.
    I frutti hanno un gusto tra arancia e kiwi. il problema dei frutti e’ che per mangiarli bisogna eliminare una fastidiosissima peluria che reputo anche leggermente urticante se ingerita.

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    9 Gennaio 2013 alle 16:03 - Views: 129 #27926

    quote:


    personalmente ne coltivo una da 3 anni in vaso. dutante l’inverno la metto giusto sotto al patio in quanto sensibile alle gelate (poche ma intense qui nel salento) anche se le foglie si bruciano nuovi germogli vengono riemessi dalla pianta.
    Ora, la mia analisi riguardo questa pianta:
    E’ bellissima per via del particolare fogliame quando ha un paio d’anni ma dopo crescendo diventa sgraziata.
    I frutti hanno un gusto tra arancia e kiwi. il problema dei frutti e’ che per mangiarli bisogna eliminare una fastidiosissima peluria che reputo anche leggermente urticante se ingerita.


    Ciao ANtonio
    dai tienici informati…che fine ha fatto la tua magnifica piantona? :)

    Antonio 46Posts: 330
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    24 Gennaio 2013 alle 23:04 - Views: 122 #27923

    Ciao Baciccia,
    la mia “magnifica piantona”, (alta un metro e ottantaquattro centimetri e con qualche foglia in meno), da quel che si vede, è diventata una simpatica pianta d’appartamento…




    …ora non rimane che attendere la stagione propizia per vedere se allegherà qualche frutto!

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

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    25 Gennaio 2013 alle 8:56 - Views: 121 #27924

    bella pianta comunque, ora sembra meno minacciosa….e come va con i Durian???

    ciao Mau

    Alto Adige BZ
    e Sri Lanka
    http://www.maurizioboscheri.it

    Antonio 46Posts: 330
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    1 Febbraio 2013 alle 12:32 - Views: 122 #27927

    Ciao Mau,
    purtroppo l’ultimo Duriam è rimasto vivo fino ad un mese fa, poi è inspiegabilmente deceduto.
    Ho tentato lo scorso anno di acquistare dei frutti freschi di Durian in un negozio etnico di Torino ma invano: l’attuale crisi economica si fa sentire anche attraverso l’importazione dei frutti tropicali pregiati…pazienza!

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

    kandevillaPosts: 1069
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    1 Febbraio 2013 alle 12:44 - Views: 121 #27928

    Antonio se me lo ricordi ti porterò dei semi in agosto, avvisami verso fine luglio, ecco i miei due, il primo a nord del giardino ed il secondo rivolto ad est su terreno drenato fin troppo, nel complesso stanno crescendo bene, tra un paio d’anni dovrebbero fare sul serio e crescere crescere crescere…ma chissà se vedrò i frutti un giorno,
    cari saluti Mau

    Alto Adige BZ
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    Antonio 46Posts: 330
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    1 Febbraio 2013 alle 16:22 - Views: 122 #27929

    Grazie Mau,
    sei molto gentile…purtroppo le giovani piantine da Agosto ad Ottobre non faranno in tempo a svilupparsi sufficientemente per poter affrontare l’inverno torinese…vale la pena comunque di riprovarci…grazie ancora e complimenti per il tuo magnifico “Eden”.

    Antonio Sabbetti
    Torino zona USDA 7B

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    14 Febbraio 2016 alle 9:07 - Views: 129 #27930

    Coltivazione Lulo a Padova

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    12 Ottobre 2016 alle 11:26 - Views: 131 #27931

    Una pianta meravigliosa, credo sia un po difficile da coltivare per via del clima !

    angeloPosts: 2497
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    19 Ottobre 2019 alle 15:58 - Views: 129 #27932

    bella la pianta, ma il frutto è immangiabile, troppo aspro

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    http://picasaweb.google.it/AANGELO.MILAN