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  • pietropuccio
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    9 Dicembre 2004 alle 17:09 #165

    Appena ricevuto, ho accettato l’invito di Lucia Barabino ad iscrivermi al forum, noto però che a 9 giorni (mi pare) dalla nascita non si è ancora provveduto a ‘rompere il ghiaccio’. Penso sia opportuno che la stessa Lucia dia qualche spunto di discussione (e non gliene mancano certamente) a questo scopo.
    Per dare un piccolo contributo inserisco le foto di due note varietà di Plumeria.
    Ciao

    Pietro Puccio
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    Pietro
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    pietropuccio
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    12 Dicembre 2004 alle 18:43 - Views: 580 #6756

    Ciao Lulu,
    l’indirizzo è questo:
    http://www.giorgio.fotopic.net

    pp

    Pietro Puccio
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    giorgioPosts: 3
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    13 Dicembre 2004 alle 7:56 - Views: 525 #6757


    scusate, ho inserito male l’indirizzo!!!
    grazie pietropuccio.
    !

    lulu
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    13 Dicembre 2004 alle 9:13 - Views: 576 #6758

    Ciao Giorgio,
    grazie per aver scritto bene l’indirizzo per poter vedere le foto.
    Se ti interessa saperlo la pianta che hai scritto”sconosciuta” da talea è un SENECIO PETASITES mentre quella a fiore rosso è lo SCADOXUS MULTIFLORUM
    Ciao

    Lucia Barabino

    lulu
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    13 Dicembre 2004 alle 9:35 - Views: 578 #6759

    Io mi permetto di scrivere che Cesare, modesto, è un ottimo conoscitore e collezionista di piante succulente.
    Martina invece, che noto che non osa scrivere e forse so il perchè, ha un “pollice verde” da fare invidia. Ha un amore spassionato per le piante e gli animali e ha un animo dolcissimo. Si diletta a fare foto e ogni volta che una sua pianta fruttifica o fiorisce mi manda le sue foto.
    Sogna una macchina digitale ma penso che il maritino a Natale…………
    Francesco invece, nonostante la sua giovane età, è un collezionista incallito di tutto ciò che può servire del mondo vegetale, fa esperimenti in casa e manda la mamma in “Tilt” ogni volta che ha un’idea. E’ da ammirare e credo che diventerà un Biologo doc!!!
    Elena invece, che non ha ancora partecipato al Forum, mi sembra di ricordare che fosse olandese.

    lulu
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    13 Dicembre 2004 alle 10:09 - Views: 575 #6760

    Ciao a tutti,
    volevo riprendere un attimo in mano il discorso interessantissimo di MAURIZIO.
    So che forse è superfluo e se così fosse scusatemi.
    Maurizio parla di Chaparral ecc ed è da qui che vorrei iniziare il mio breve discorso.
    Cinque regioni del nostro Pianeta, 2 nell’Emisfero sett. ( Bacino del Mediterraneo e California ) 3 in quello meridionale ( Australia sud occ.,Sudafrica, Cile centrale ) condividono lo stesso tipo di clima ( giornate serene a cielo terso, temperature elevate e aria asciutta durante i mesi caldi; cielo variabile, piogge frequenti e temperature basse ma miti durante quelli freddi ).
    Questo stesso tipo di clima viene chiamato Fynbos, ecosistema di tipo mediterraneo e prende nomi diversi secondo le Regioni.
    MACCHIA nel Bacino mediterraneo
    CHAPARRAL in California
    MATORRAL in Cile
    KWONGAN in Australia
    FYNBOSCH in Sudafrica.

    Sperando di non avervi annoiato vi saluto

    Lucia Barabino

    oiaghiosPosts: 11
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    13 Dicembre 2004 alle 11:58 - Views: 511 #6761

    Ciao Francesco, anche per me Lucia ha rappresentato il primo contatto con le piante tropicali; o meglio con quelle che mi interessano e cioè le fruttifere. Posseggo anche io un piccolo esemplare di Coffea arabica (1 anno, da seme) che però tengo sempre “indoor”, almeno finchè non passerà qualche annetto. Stesso discorso per il Synsepalum, che tengo all’aperto solo da Aprile/Maggio fino ai primi di Novembre. Ho un piccolo Tamarindus ottenuto da seme (8 mesi): sta all’interno in posizione illuminata, ma temo che soffrirà non poco l’inverno. Per coltivare a Bologna il cacao, che diventa un piccolo albero, credo sia necessaria una serra riscaldata: si tratta infatti di una pianta ultratropicale! Stesso discorso farei per la papaya, che oltretutto è di rapidissima crescita. Del cinnamomum e del piper auritum non ho molte informazioni. Poichè anche da me a Salerno è impossibile coltivare la papaya all’aperto tutto l’anno, ho pensato di procurarmene un esemplare nano (la “pusa nana”) che fruttifica a soli 30/40 cm d’altezza e che quindi può essere tenuta comodamente in un vaso e all’interno; oppure una varietà rustica come la CARICA PUBESCENS, che sopporta qualche grado sotto zero. Il synsepalum può crescere comodamente in vaso quindi nessun problema; guai invece con il tamarindo: è un alberone monumentale (con uno degli apparati radicali più potenti e sviluppati del regno vegetale) che da giovane è sensibilissimo alle basse temperature, ma che una volta cresciuto e consolidatosi dimostra insospettate doti di adattabilità anche ai climi caldo-temperati, anche se a Bologna saresti un pioniere, credo! Ti sconsiglio vivamente di procurarti un Syzygium aromaticum: è un albero che solo per pochi anni potresti tenere in vaso e che poi a Bologna non potresti tenere assolutamente all’aperto. Perchè non provi a coltivare specie subtropicali un pò più rustichette? Penso alla Feijoa, alla Casimiroa, all’Asimina (che è originaria degli U.S.A. sett.), alla noce Pecan, al Psidium cattleianum, al Goumi (Elaeagnus multiflora), all’Avocado (e perchè no, visto che proprio lì a Bologna ce ne erano un paio di esemplari, fino a qualche anno fa), la Dovyalis. Sono tutte bellissime e interessantissime piante che potresti provare ad allevare in piena terra anche a Bologna.
    In bocca al lupo,
    Michele (Z. 9b/10a)

    quote:


    Ciao a tutti,
    ho 14 anni e in settembre ho comprato da Lucia la coffea arabica, la carica papaya, il theobroma cacao, il tamarindus indica, il synsepalum, il cinnamomum e il piper auritum e stanno ancora tutti bene. In più ho il piper nigrum e due coffea piccoli.
    è da qualche anno che mi interesso di piante tropicali, ma finora non avevo ancora trovato un vivaio che vendesse quelle che mi interessano: le piante officinali, con frutti eduli e le piante da cui si ricavano le spezie, come il chiodo di garofano(Sygizum aromaticum).
    Abito a Bologna ed ho un grande giardino, però d’inverno devo tenere le piante in casa, con una buona illuminazione.
    Francesco


    FrancexxxPosts: 20
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    13 Dicembre 2004 alle 13:59 - Views: 520 #6762

    Ciao Michele
    grazie dei consigli.
    Io le piante le ho prese tutte già nate e sono abbastanza grandi, soprattutto la coffea, che ha già molte bacche, ma non so dirti gli anni o i mesi.
    L’avocado ce l’ho già nella lista delle piante da prendere, delle altre che mi hai scritto alcune, come la feijoa e la noce Pecan, mi interesserebbero, ma ho già una lista piuttosto lunga. Nella lista sono comprese piante ultra tropicali o equatoriali come la Myristica fragrans, l’Illicium verum o il Litchi chinensis, e ci tengo tantissimo ad averle, perciò dovrò per forza comprare una piccola serra riscaldata, penso in autunno dell’anno prossimo, dato che in estate posso lasciare le piante in giardino.
    Quando diventeranno più grandi vedrò cosa fare. Però finora sono riuscito a non far gelare il papiro, che ho preso 2 anni fa in vacanza in Sicilia, che, anche dopo varie potature, è alto 3 metri e mezzo con una decina di fusti e d’inverno lo porto nell’androne di casa mia, cercando di farlo passare dalla porta, poi lo avvolgo in uno strato di tessuto non tessuto. Così resiste fino all’estate.
    A proposito del synsepalum, da quando mi è arrivato in settembre non ha buttato ancora neanche un germoglio, è grande esattamente come prima. Anche per il tuo è lo stesso? E’ un arbusto a crescita lenta?
    Crepi il lupo
    Ciao
    Francesco

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    13 Dicembre 2004 alle 14:50 - Views: 511 #6763

    Allora Francesco, il Synsepalum dulcificum (che gli anglosassoni chiamano “miracle fruit” per il motivo che conosci sicuramente) è una sapotacea originaria dell’Africa equatoriale, dove predilige ambienti caratterizzati da elevata umidità atmosferica e suoli fortemente acidi (pH 4,5 – 5,5), in siti ben illuminati ma al riparo dai raggi diretti del sole. In natura cresce al massimo sui 4 o 5 metri, ma fuori dai suoi luoghi d’origine al massimo e raramente arriva sui 180 cm.
    Cinque sono le cose da ricordare per avere successo col Synsepalum:
    1) E’ una pianta acidofila. Io la tengo in un vaso con un mix torba scura per rododendri e corteccia di pino, in parti uguali. Se l’avessi trovata, avrei aggiunto anche della perlite (20 %). L’importante è che il terreno sia ben drenato.
    2) Necessita di grande umidità atmosferica, sicchè ottime sono le vaporizzazioni fogliari di acqua non troppo fredda durante tutto l’anno. Ricorda che ha anche alte esigenze idriche ma teme moltissimo i ristagni a causa del delicato apparato radicale.
    3) Teme i raggi diretti del sole soprattutto nei mesi più caldi.
    4) Per vedere una vegetazione rigogliosa occorre sicuramente concimarla. Ideale è un concime solubile del tipo 30-10-10 NPK, da applicare iniziando a fine primavera. Leggerissime ma frequenti applicazioni sono consigliabili.
    5) Non rinvasare troppo spesso, ma attendere che le radici occupino ogni spazio del vaso.
    Se terrai presente queste semplici regole e avrai fortuna ti ritroverai un synsepalum davvero rigoglioso. Se finora non ha dato segni di vita, forse è anche perchè non c’è caldo sufficiente e poi è pianta di crescita non lenta ma lentissima. Bisogna aspettare la prossima estate per fare qualche diagnosi.
    Nel frattempo buona fortuna
    Michele

    Scritto Da – oiaghios on 13 Dicembre 2004 14:54:45

    Scritto Da – oiaghios on 13 Dicembre 2004 14:58:00

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    13 Dicembre 2004 alle 15:03 - Views: 517 #6764

    Grazie! Metterò presto in atto tutte le regole, poi in primavera ed estate ti dico come và.
    Hai dei libri specifici di piante tropicali? Sarei molto interessato ad averli, se mi sai dire qualche titolo. Io ne ho trovato uno, ma purtroppo non parla del Synsepalum.
    Francesco

    Scritto Da – Francexxx on 13 Dicembre 2004 15:04:24

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    13 Dicembre 2004 alle 15:35 - Views: 511 #6765

    Caro Ciccio purtroppo non esiste in Italia una letteratura così vasta ed esauriente sull’argomento. Potrei farti qualche nome, tipo Umberto Quattrocchi oppure Guglielmo Betto o ancora Gigliola Magrini (che ha il merito di avermi avvicinato alle fruttifere tropicali); tuttavia credo che la cosa migliore sia consultare testi in inglese che sono ricchi di particolari utili e fondamentali. Al riguardo ti voglio segnalare quella che viene considerata un pò la bibbia in questo campo che è “Fruits of warm climate” di JULIA MORTON, che puoi facilmente reperire in internet (e consultare gratuitamente ). Interessante è anche il sito del’associazione CALIFORNIA RARE FRUITS GROWERS, dove puoi trovare delle schede dettagliate sulle piante più interessanti compreso il Synsepalum dulcificum.
    Quindi studia bene l’inglese che ti servirà anche quando un giorno, ormai completamente schiavo della morbosa passione per le piante, comincerai ad ordinare semi di piante introvabili su siti americani. Comunque internet è una ricca miniera di informazioni; è da internet, soprattutto, che io attingo il più del mio sapere al riguardo.
    Stammi bene
    Michele

    pietropuccio
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    13 Dicembre 2004 alle 16:14 - Views: 587 #6766

    Ciao Francesco,
    ti do qualche buona notizia, hai citato tre piante come supertropicali: Illicium, Myristica e Litchi, in realtà sono coltivabili in climi subtropicali e/o ‘mediterranei’. Dell’Illicium verum non ho esperienza diretta, ma ho letto che può vivere addirittura in zona (USDA) 7, quindi anche a Bologna; il Litchi vive e fruttifica benissimo in Sicilia, pertanto a Bologna basterebbe una serra con un riscaldamento tale da non far scendere la temperatura sotto i +4/+5°C per sicurezza; per la Myristica, ho due piante da seme di cui una ha già passato due inverni fuori, esposta a sud, solo con un visibile rallentamento della vegetazione (come prevedibile!) e qualche foglia caduta, anche la Myristica quindi (ma è un grosso albero) potrebbe andare insieme al Litchi.
    Ciao Michele,
    se non sbaglio ci conosciamo.

    Pietro Puccio
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    Scritto Da – pietropuccio on 13 Dicembre 2004 16:16:06

    Pietro
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    13 Dicembre 2004 alle 18:03 - Views: 507 #6767

    Salve è un piacere incontrarla su un forum al quale io sono iscritto. Il Litchi è pianta largamente adattabile a climi temperato-caldi: io ne posseggo due esmplari da seme (hanno solo un annetto). Mi impressiona sapere che la Myristica cresca all’aperto in Sicilia, perchè questo significa che potrebbe benissimo allignare qui dalle mie parti. Il che non fa che aumentare la mia frustrazione… non ho nemmeno un fazzoletto di terra . Le mie piante più rare e “incredibili” per la zona mediterranea? Ho due preziosi esemplari di SALACCA EDULIS ottenuti da seme circa un anno fa e un piccolo esemplare di CLAUSENA LANSIUM, che è pianta adattabile ai nostri climi ma assolutamente introvabile.
    Alla prossima
    Michele

    MartinaPosts: 629
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    13 Dicembre 2004 alle 22:02 - Views: 514 #6768

    Ciao a tutti,
    che bella idea-un Forum.
    Mi chiamo Martina,31 anni,sono di Praga (mi scuso in anticipo per qualche errore che farò sicuramente),da 10 anni sposata in Italia.
    E qui,sotto il sole cocente e clima mite di Gallipoli,è iniziata la mia grande passione per le piante tropicali,sopratutto rampicanti.Ho cominciato a fare le ricerche come coltivarle e questo mi ha portato a conoscere (per fortuna!!) la sig. Lucia e il suo vivaio. Anch’io ho acquistato da lei qualche piantina e spero di allargare la mia collezione sempre di più.
    Ho una domanda per tutti voi…chi mi consiglierebbe qualche trucco per far fiorire la mia Thunbergia mysorensis?? C’è l’ho da due anni e non ha fatto mai un fiore. Grazie per i consigli. Martina

    pietropuccio
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    13 Dicembre 2004 alle 23:34 - Views: 584 #6769

    Ciao Martina,
    non è un trucco e non so se basta a far fiorire la tua pianta, ma la mysorensis fiorisce poco quando è giovane ed inoltre a fiorire sono quasi esclusivamente i rami orizzontali (visto il tipo di infiorescenza sembra più che logico)

    Pietro Puccio
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    14 Dicembre 2004 alle 15:45 - Views: 505 #6770

    Ciao,
    non avrei mai detto che la Myristica potesse stare fuori anche d’inverno, la stessa Lucia mi aveva scritto in un’e-mail che era difficilissima da coltivare. Per il Litchi e l’Illicium non lo sapevo con precisione ma non pensavo che fossero così adattabili.
    Francesco