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  • pietropuccio
    Partecipante
    17 Gennaio 2008 alle 14:18 #4303

    OT o quasi:

    Le palme della memoria

    A tutti è noto che le palme, monocotiledoni, non hanno “cambio” ovvero quel tessuto che nelle dicotiledoni permette l’accrescimento (ingrossamento) laterale di fusti, rami e radici, la ramificazione e la ‘riparazione’ di ferite che vengono inferte loro. Pertanto un qualsiasi danneggiamento al fusto di una palma rimarrà tal quale per tutta la vita della stessa. I danni inferti al patrimonio arboreo nell’ultima guerra non sono da tantissimo tempo più visibili, salvo appunto che nelle palme. Un luogo dove è possibile vederne tantissimi esempi è l’Orto botanico e la confinante Villa Giulia che si trovavano a pochi metri dal mare del golfo di Palermo, vicinissimi al porto, ossia ad un obiettivo militare privilegiato. In guerra non si va molto per il sottile ed una diffusa abitudine, oltre che bombardare obiettivi militari e civili, per fiaccare la resistenza della popolazione, era quella di mitragliare a volo radente i civili malauguratamente allo scoperto e, forse come allenamento, spesso venivano mitragliate e cannoneggiate ad altezza d’uomo i tronchi delle palme, in particolare delle Washingtonia robusta, la cui sagoma può essere paragonata al tronco di un adulto:

    La voragine aperta in questo tronco, che ne ha ridotto la sezione a forse meno del 30%:

    non le ha impedito di continuare a crescere ed essere una delle più alte dell’Orto (quella al centro della foto):

    Ovviamente spesso qualche seme riesce a germinare in queste cavità, a tipo matrioska:

    Forse per caso o per mira eccezionale, un mitragliere ha perforato il tronco sottile di una Livistona chinensis:

    Ma un piccolo, emblematico episodio, appreso per caso una ventina di anni fa dal diretto interessato, sarebbe da ricordare in maniera ‘istituzionalizzata’ ora che il protagonista, per quel che so, non c’è più. Nel maggio del ’43, in previsione dello sbarco, i bombardamenti su Palermo, sede del comando militare della Sicilia, divennero più frequenti, intensi e distruttivi, durante uno di questi un giardiniere, che cercava rifugio in mezzo agli alberi, vide un caccia che a volo radente si dirigeva mitragliando proprio nella sua direzione, ebbe il tempo di ripararsi dietro una Syagrus romanzoffiana, che il tronco fu investito da una sventagliata di proiettili, salvandolo. Passata la… tremarella, il giardiniere, con la vernice nera usata per scrivere sui vasi i numeri di ingresso delle specie, scrisse sopra i fori dei proiettili la data e tracciò la sagoma di un aereo, che ancora si riescono in parte a vedere:

    Pietro Puccio
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    danielesitPosts: 224
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    17 Gennaio 2008 alle 22:09 - Views: 150 #35196

    Ciao a tutti
    Anche qui a Cagliari gli stipiti delle palme piu vecchie presentano dei grossi danni dovuti alla guerra.la cosa strana e notare come anche grossi danni nn sembrano dare grossi problemi di crescita.
    Pietro!! una domanda
    ma le radici che risultano sotto la ferita continuano in qualche modo a funzionare?
    Saluti Daniele

    pietropuccio
    Partecipante
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    18 Gennaio 2008 alle 16:05 - Views: 101 #35197

    quote:


    ma le radici che risultano sotto la ferita continuano in qualche modo a funzionare?


    Certamente, ed anche tutto ciò che c’è sopra.
    Dato il sistema vascolare delle palme e l’impossibilità di ricostruire i tessuti, una ferita di quel genere interromperebbe i flussi fra radici, foglie ed apice di larga porzione di pianta, se ciò non avviene è perchè la natura ha trovato la soluzione, ad intervalli i ‘canali’ che trasportano gli elementi nutritivi sono collegati tra loro da ‘bretelle’, ricanalizzando così la porzione di fusto sotto e sopra l’interruzione. In definitiva, mentre agli umani i by-pass si fanno alla bisogna, le palme li posseggono dalla nascita .

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    paolob44Posts: 768
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    18 Gennaio 2008 alle 23:15 - Views: 123 #35198

    Proprio della memoria, quei buchi sono più vecchi di me che son nato nel ’44

    Qui ad Alassio ci sono alcune palme danneggiate, non credo per problemi di guerra perchè non c’erano obbiettivi da colpire, però sono tutti rparati col cemento

    E qualche tronco particolarmente danneggiato ha la sua bella armatura in ferro.

    Speriamo solo che quelle piante che sono sopravissute alla guerra non muoiano per il rincoforo…

    Paolo

    un blog di caprette, ulivi e curiosità vegetali:
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