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  • 6 Dicembre 2008 alle 14:28 #3598

    [i IL GENERE BRAHEA di Sergio Quercellini

    Questo genere comprende alcune delle palme più conosciute e coltivate sia nei subtropici che nelle zone a clima mediterraneo. In particolare comprende 10 specie ufficialmente descritte, monoiche distribuite in Messico e nell’America centrale. Nove specie sono distribuite in Messico, compresa l’isola di Guadalupe, due si estendono nel Guatemala ed una è presente anche in Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua.Molte specie crescono in regioni semidesertiche fino a 2.000 m. di altitudine. La definizione generica è in onore di Tycho Brahe, astronomo danese vissuto nel sedicesimo secolo. Le foglie sono palmate o costapalmate ed i tronchi possono essere corti o sotterranei oppure aerei, singoli o pollonanti, spesso ricoperti dalle basi delle vecchie foglie . Il colore delle foglie varia dal verde al grigio argento al grigio verde. Nel punto d’incontro tra foglia e picciolo, nella parte di sopra, è quasi sempre presente un’astula che, nella parte sottostante della foglia si trasforma in un piccolo lembo (flap). Il picciolo è piuttosto lungo e può essere liscio o ricoperto di spine che possono variare nelle dimensioni, da piccole a grandi. I segmenti fogliari sono alquanto rigidi e sono in genere bifidi sulle punte. Alcune specie hanno la caratteristica di avere l’infiorescenza molto lunga ed appariscente che si proietta, incurvandosi, ben al di là della chioma.I fiori sono ermafroditi . I frutti hanno una forma globosa od ovoidale e possono avere un diametro fino a 3,5 cm. (Brahea edulis) . L’endosperma è sempre omogeneo, la germinazione è remota-ligulare, la prima foglia è stretta e lanceolata.
    A. Henderson, G. Galeano e R. Bernal affermano che ( Field Guide to the Palms of the Americas, 1995) :” Brahea è strettamente parente di Acoelorraphe, Copernicia e Serenoa e le ragioni che mantengono questi generi separati sembrano più tradizionali che biologiche.”

    Brahea aculeata
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    Tronco singolo alto al massimo 4 m. e fino a 20 cm. di diametro. Abbastanza simile alla Brahea edulis dalla quale si distingue per la forma delle foglie, più piccole e più mosse, per il loro colore che è verde chiaro talvolta anche con tonalità glauca e, soprattutto, per i segmenti fogliari che sono divisi per 2/3 mentre nella Brahea edulis sono divisi per circa 1/2. I piccioli hanno delle piccole spine e, a dispetto del nome, non sono assolutamente più spinosi di quelli di altre specie. L’infiorescenza non supera la lunghezza delle foglie. I frutti, scuri a maturità, sono globosi ed hanno un diametro fino a 2,5 cm.
    Molto resistente alla siccità ed anche al freddo. Un esemplare giovane (bulbo di circa 15 cm.)che ho in bassa Sabina ha superato punte di -10°C senza danni.In coltivazione è rara forse perché è difficile trovare i semi ed è un vero peccato perché questa palma meriterebbe maggiore diffusione.
    Endemica delle zone desertiche del Messico nord occidentale, nello stato di Sonora, fino a 600 m. di altitudine.

    Brahea armata
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    Tronco singolo, massiccio, alto fino a 15 m. e fino a 45 cm. di diametro.Di solito è allargato alla base e rimane anche libero, negli esemplari adulti, dalle basi delle foglie cadute. Foglie costapalmate con un colore variabile dal grigio verde all’argento. Il picciolo presenta delle robuste spine e, molto spesso , un tomento bruno.Segmenti fogliari piuttosto rigidi. Le infiorescenze, arcuate, si proiettano abbondantemente al di là della corona fogliare e negli esemplari giovani toccano quasi il terreno. I frutti, nerobruni a maturità, sono globosi od ovoidali ed hanno un diametro fino a 2 cm.
    E’una palma a crescita molto lenta ma è forse la Brahea più diffusa in Italia, certamente per il bel colore delle foglie e per la notevole resistenza al freddo.Anche per questa specie, come per la precedente, tre giovani esemplari in bassa Sabina hanno superato punte di -10°C senza danni.
    Diffusa negli stati messicani di Baja California e Sonora, dove cresce in canyons rocciosi a basse altitudini.Nota , a livello internazionale, come “Blue hesper palm”.
    La Brahea clara è oggi considerata sinonimo di B. armata. E’ comunque caratterizzata da una crescita più rapida, dalle parti terminali dei segmenti fogliari che sono pendule e non rigide, da un tronco leggermente più grosso.

    Brahea brandegeei
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    Tronco singolo fino a 12 m e fino a 30 cm. di diametro, coperto normalmente dalle vecchie foglie secche.Le parti scoperte sono spesso caratterizzate dalla presenza di un incrocio caratteristico formato dalle parti basali dei piccioli. Le foglie sono verdi con tonalità giallastre di sopra mentre nelle parti sottostanti è presente una patina biancastra. Il picciolo è spinoso. I segmenti fogliari sono divisi per circa metà della loro lunghezza. L’infiorescenza è più corta delle foglie. I frutti sono globosi fina a 2 cm. di diametro, di colore bruno ma talvolta possono essere più chiari con strisce scure.
    Distribuita nei canyons della Baja California meridionale e nel deserto di Sonora, nota anche come “San Josè palm”. Brandegeei sta per Townshend S. Brandegee, botanico californiano dei primi del novecento, originario scopritore della specie.
    Anche questa specie è molto poco diffusa in Italia e non saprei dire il perché. I semi si trovano abbastanza di frequente in vendita su Internet. Per quanto mi riferisce un amico che ha un esemplare in vaso (bulbo basale di circa 15 cm di diametro) alla periferia di Roma, ha una buona resistenza al freddo. Personalmente ho alcune piante di quattro anni, fatte da seme, che hanno passato gli ultimi due anni all’aperto a Sabaudia, senza alcun danno. Mi hanno riferito che a Roma esiste un esemplare , con un tronco alto alcuni metri, nei giardini del Quirinale, dove purtroppo non si può entrare. Se è così, è sopravvissuto al terribile inverno del 1985 (a Roma punte di -12C° per circa una settimana).

    Brahea decumbens
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    E’ una delle due specie a tronco sotterraneo. Negli esemplari vecchi quest’ultimo
    può fuoriuscire ma rimane sempre prostrato.Inoltre ad una certa età la pianta comincia anche a pollonare per cui, allo stato naturale, diventa quasi tappezzante. Le foglie,piuttosto coriacee, sono glauche sia sopra che sotto ed il picciolo ha la caratteristica di avere delle spine molto piccole solo alla base mentre per il resto è quasi liscio. Per questa palma bisogna sottolineare un aspetto: le foglie cominciano ad assumere il colore glauco quando la pianta supera gli 8 o 9 anni di età, prima sono verdi. E’ un’esperienza che ho fatto personalmente con una decumbens ottenuta da seme nel 1990 e che ora ho in giardino a Sabaudia. Desidero evidenziare questo aspetto perché devo confessare che per anni sono stato convinto che la palma che avevo ottenuto da seme non fosse una decumbens fino a che non ha cominciato ad emettere la nuove foglie di un bel colore glauco.
    L’infiorescenza non si proietta al di là della corona fogliare.
    Distribuita sui contrafforti della Sierra Madre, nel Messico nord orientale. La specie è resistente al freddo ed alla siccità. L’esemplare che ho a Sabaudia ha superato ormai dieci inverni all’aperto senza riportare il minimo danno.E’ un vero peccato che sia raramente disponibile perché meriterebbe senza dubbio una maggiore diffusione.

    Brahea dulcis
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    Nel genere Brahea è la specie più largamente distribuita. In genere è a tronco singolo ma non sono affatto rari esemplari multitronco. All’Orto Botanico di Roma si può ammirare una dulcis, probabilmente centenaria, con quattro tronchi di oltre 3 m. E’ anche una specie che mostra una grande variabilità.Il tronco può essere alto da 2 a 7 m. con un diametro di 12 – 20 cm. Il colore delle foglie è normalmente verde chiaro ma non mancano esemplari con foglie completamente glauche. L’Orto Botanico di Roma ha la fortuna di ospitare anche una di queste dulcis blu (così è chiamata) con un tronco di oltre 4 m. Anche per quest’ultima vale quanto detto per la decumbens: il colore glauco viene assunto dopo un certo numeri di anni.Dai semi della dulcis glauca dell’Orto Botanico di Roma ho ottenuto alcune piante che, a sette anni di età, sono ancora verdi. Lungo i bordi del picciolo sono presenti delle spine molto piccole. L’infiorescenza è lunga e si proietta oltre le foglie. I frutti sono piccoli, un pò allungati e bruneggianti ed hanno un leggero tomento.
    Distribuita dal Messico al Guatemala, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua, sui contrafforti delle zone montuose fino a 1700 m. di altitudine.
    Probabilmente è la specie nel genere più sensibile al freddo. Tuttavia le due dulcis che ho in terra a Sabaudia hanno già superato nove inverni senza riportare danni. Dipende molto, a mio parere, dalla zona di provenienza dei semi: se la pianta madre è nella parte nord dell’area di distribuzione, le piante ottenute dai suoi semi evidenzieranno una maggiore resistenza al freddo. E’ comunque a crescita lenta.
    A causa della grande variabilità all’interno della specie, sono state introdotte in passato delle definizioni specifiche come Brahea bella, Brahea salvadorensis, Brahea berlandieri ed altre che oggi sono considerate sinonimi di dulcis.

    Brahea edulis
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    Tronco fino a 10-12 m- e fino a 40 cm. di diametro. Foglie verdi con i segmenti che sono divisi fino alla metà della lunghezza della foglia stessa. Questo è un elemento che aiuta a distinguerla dalla Brahea aculeata che invece ha i segmenti divisi per circa 2/3 della lunghezza della foglia. Il picciolo presenta delle piccole spine laterali e spesso un leggero tomento chiaro nella parte soprastante. L’infiorescenza non supera la corona fogliare ed i frutti sono piuttosto grossi, fino a 3,5 cm di diametro, bruno-scuri.
    Distribuita nell’isola vulcanica ed in parte desertica di Guadalupe, circa 250 km. al largo di Baja California settentrionale. E’ considerata oggi praticamente estinta , forse sopravviverà ancora qualche raro esemplare molto vecchio. L’introduzione delle capre in quest’isola, avvenuta nel 1830, è stata la causa di questa situazione. Le capre hanno mangiato e continuano a mangiare tutti i nuovi germogli impedendo così ad ogni esemplare giovane di svilupparsi. Nel 1937 era definita rara (Bailey) e nel 1988 (Gunther e Mahalick) pressochè estinta.
    La specie è molto rustica in coltivazione, può essere esposta al sole anche quando è molto piccola ed è anche molto resistente al freddo. Alcuni esemplari giovani che ho in bassa Sabina , dove però il clima è sempre molto asciutto, hanno superato senza danni punte di -10 C°.
    Per la sua rusticità si trova abbastanza frequentemente in coltivazione. A Roma esemplari vecchi e fruttificanti sono presenti all’Orto botanico ed anche in giardini pubblici (Piazza Cavour, Villa Torlonia) e privati (Via Nizza).

    Brahea moorei
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    Si tratta, similmente alla decumbens, di una specie a tronco sotterraneo. Le foglie sono di un colore verde vivo di sopra mentre nelle parti sottostanti mostrano, negli individui adulti, un colore biancastro. Quest’ultimo viene assunto solo dopo un certo numero di anni, negli esemplari giovani entrambi i lati delle foglie sono verdi. Caratteristico è il picciolo liscio, senza spine. L’infiorescenza si proietta oltre le foglie.
    Distribuita sui monti della Sierra Madre orientale, Messico, tra 1.600 e 1900 m. di altitudine. E’ molto rustica e resistente al freddo. Purtroppo è a crescita molto lenta ed è molto difficile trovare in vendita sia i semi che le piante. Ho due piccoli esemplari di moorei di 4 o 5 anni. Un noto vivaio in Gran Bretagna li aveva messi in vendita per un breve periodo e li ho acquistati subito tramite Internet. Avevano appena due foglioline ma oggi, dopo due anni, non è che ne abbiano molte di più.

    Brahea nitida
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    Tronco fino a 10 m. e fino a 30 cm. di diametro. La chioma è densa con le foglie che sono di un verde piuttosto scuro di sopra e biancastre di sotto. Anche in questo caso il bianco delle parti sottostanti non compare nella fase strettamente giovanile. Esso viene assunto dopo un certo numero di anni dalla caratterizzazione della pianta. Il picciolo è liscio, senza spine. Quindi due sono le caratteristiche che consentono di riconoscere subito questa specie anche nella fase giovanile : la tonalità di colore delle foglie ed il picciolo senza spine. L’infiorescenza è lunga e si proietta oltre le foglie. I frutti, giallastri, sono ellissoidali, circa 1,5 x 1 cm.
    Distribuita nella parte occidentale del Messico e del Guatemala, tra 900 e 1500 m.
    Questa specie ha una buona resistenza al freddo. A mio avviso può essere coltivata senza problemi in tutta la fascia tirrenica dell’Italia centrale. Ho tre nitida in terra la più vecchia delle quali ha 15 anni e tutte e tre si trovano all’esterno da 9 o 10 anni. Hanno passato tutti gli inverni senza la minima bruciatura fogliare.E’ forse la specie che preferisco per il colore delle foglie e l’armoniosità della chioma.
    Brahea prominens e Brahea calcarea sono considerate sinonimi di Brahea nitida.

    Brahea pimo
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    Si tratta di una delle specie meno conosciute e coltivate. Tronco fino a 5 m. con diametro fino a 20 cm. Le foglie sono di un colore verde chiaro ma talvolta presentano anche una tonalità glauca.I segmenti fogliari sono profondamente suddivisi ( fino anche a ¾ della lamina). Il picciolo presenta delle piccole spine, piuttosto simili a quelle della Brahea dulcis. L’infiorescenza si proietta oltre la chioma ed i frutti, gialli a maturazione, sono ovoidali con diametro di 1 – 1,5 cm. La caratteristica di questa specie è costituita dalla presenza di un tomento o peluria sulle ramificazioni dell’infiorescenza, lungo i piccioli ed anche sulla lamina fogliare intorno all’attaccatura del picciolo stesso. Per questo motivo nel mondo anglosassone viene definita “Furry Palm” (palma pelosa). Si diversifica dalla Brahea dulcis per questa peluria e per i frutti più grandi.
    Distribuita nel Messico occidentale tra 1100 e 1600 m.
    Nel settembre 2005 ho acquistato alcuni semi di questa specie. Era la prima volta in assoluto che mi capitava di trovarli. Sono nate tre piantine che hanno evidenziato fino dalla prima foglia una decisa tonalità glauca. Ritengo si tratti purtroppo di Brahea armata che sembra essere l’unica Brahea ad evidenziare la tonalità glauca fin dalla prima foglia . Successivamente ho ottenuto da un amico una piccola vera pimo di appena due foglioline di colore verde chiaro..

    Brahea sarukhanii
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    Solo recentemente descritta dal botanico messicano Hermilio Quero e così definita in onore di Josè Sarukhan, altro eminente botanico messicano. E’ stata a lungo considerata come Brahea dulcis alla quale visivamente somiglia molto e dalla quale si diversifica soprattutto per la maggiore dimensione dei frutti. Questi ultimi sono ancora più grandi di quelli della Brahea pimo e molto più grandi di quelli della Brahea dulcis.
    Distribuita in una piccola area tra gli stati messicani di Nayarit e Jalisco, tra 1100 e 1650 m.
    Ho acquistato due volte i semi tramite Internet ma non è mai nato nulla.

    P.S.
    Nel 2006 sono stati messi in vendita da un’organizzazione commerciale che opera su Internet, semi di una nuova specie di Brahea non ancora ufficialmente descritta e chiamata a livello commerciale Brahea sp. Super Silver. Si tratta di una palma con picciolo liscio, senza spine per cui all’inizio si è pensato che fosse una Brahea nitida. E’ stata considerata una specie a se stante per il colore delle foglie sia sopra che sotto che è di un argento luminoso, forse più di quello della Brahea armata che però ha il picciolo pieno di spine.Non può essere nemmeno considerata una Brahea nitida perché quest’ultima ha le foglie verdi nella parte soprastante . Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che si possa trattare di una Brahea dulcis blu, che in effetti esiste. Ma il picciolo di quest’ultima è fornito di spine, piccole ma ben definite. E’ stata trovata a circa 1800 m. nel Messico centrale. L’infiorescenza si proietta oltre le fo