  |
Il genere Lapageria è rappresentato da una singola specie, la Lapageria rosea e ricorda nel nome la prima moglie di Napoleone, Giuseppina, che da nubile si chiamava Tascher de la Pagerie. Si presenta come un rampicante sempreverde, semirustico, provenente dalle foreste a livello del mare del Cile e gradisce umidità e frescura. Le foglie sono di colore scuro, ovali, spesse e cuoiose. |
[indice] |
 |
 
È una pianta adatta alla coltivazione in piena terra solo
nelle regioni a clima mite e comunque in posizioni riparate. Se
posizionata in vaso è bene utilizzare vasi di medie dimensioni
allo scopo di limitare la produzione di polloni e di favorire lo
sviluppo della parte aerea. I vasi devono essere preferibilmente
alti perché è provvista di un fittone e non ama essere
rinvasata o sollecitata. Necessita di essere sostenuta da tutori
o appoggiata a muri o tralicci. Sembra che la collocazione di un
tutore inviti i rampicanti a “svilupparsi”. |
[indice] |
 |
  
Terriccio ricco, fresco, umido e leggermente acido ( ph 5,6); si può
preparare utilizzando del terriccio per piante acidofile, mescolato
con cortecce sminuzzate e humus o terriccio di foglie e carbone. Va
benissimo anche il terriccio per gerani della Compo.
|
[indice] |
 |
  |
Sopporta
una temperatura invernale di - 5°C. Temperature estive eccessivamente
elevate sono nocive quanto le invernali eccessivamente rigide. Si
coltiva in luogo ombreggiato ma molto luminoso, soprattutto nei mesi
più caldi. |
[indice] |
 |
  
Ha bisogno di umidità ambientale per cui bisogna annaffiare
abbondantemente nel periodo dello sviluppo; ridurre la frequenza delle
somministrazioni in autunno-inverno, tanto quanto basta a mantenere
il substrato appena umido. Per ottenere un'abbondante fioritura, da
marzo a ottobre, fornire concime granulare ( Osmocote ) in primavera
e autunno e chelato del ferro poichè la Lapageria ha una tendenza verso clorosi. La concimazione liquida fogliare ricca
in potassio va anche bene, aggiungendo poco sapone in caso di afidi.
E’ utile, se disponibile, concime di maiale. Bisogna quindi
ricordare che è una pianta avida, quindi terreno ben letamato
e costantemente nutrito con somministrazioni di concime chimico, beveroni
di sangue secco, pollina diluita, ecc. sempre nelle dosi consigliate,
giovano alla pianta. |
[indice] |
 |
  |
La
fioritura avviene in qualsiasi momento dell’anno, solitari o
a grappoli, e questi sono grandi, lunghi fino a 8-10 cm, a forma di
tromba allungata, penduli, dai petali spessi e cerosi, color rosso
rosato . Seguono poi piccoli frutti arrotondati, commestibili, dal
sapore dolciastro. In natura il colore dei fiori varia dal cremisi
brillante al rosa al bianco puro e in base a queste caratteristiche
avremo le varietà con nomi diversi (vedi sotto ). Solo il colore
rosso non è presente. |
[indice] |
 |
  |
Da seme in primavera o autunno ma questi deve essere
fresco perché perde presto la germinabilità. In questo
caso si ottiene la germinazione al 90%. La miscela deve essere di
2 parti di torba di sfagno di ottima qualità più una
parte più grossolana e perlite. Bisogna ricordare che è
una monocotiledone per cui la prima fogliolina che nasce ( monocotiledone
appunto ) non è doppia ma unica. Il più delle volte
questa muore per cui non si abbia fretta di cestinare il tutto perché
poi riparte la vegetazione anche a lungo termine. Può essere
utile una stratificazione in frigorifero per aiutare la germinazione,
collocando il recipiente, posizionato in un sacchetto di nylon, forato,
dentro lo scomparto della frutta. Dopo 6-7 settimane i semi avranno
messo la radichetta per cui vanno tirati fuori dal frigorifero e collocati
in ambiente luminoso. Vi è da dire che le plantule sono di
crescita lenta. Solo dopo aver raggiunto i 50 cm, si sviluppa regolarmente.
L’altro metodo di riproduzione è per talea in primavera
con solo la lunghezza di 2 foglie ( vedi disegno ) e interrato poco.
Infine l’ultimo metodo è da propaggine da effettuare
in autunno e che è pronta l’estate seguente.
|
[indice] |
 |
  |
- Eccesso di acqua: foglie ingiallite e appassite
- Afidi: attaccano foglie o attorno alle corolle fiori. Essi succhiano
la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la
pianta con sapone di Marsiglia o trattandola con insetticidi specifici.
- Limacce: mangiano i giovani germogli o le giovani plantule.
|
[indice] |
 |
  |
Il
fiore è diventato l’emblema nazionale del Cile (Copihue
) e tutti i cileni ne sono orgogliosi.. Il “copihue” è
considerato il fiore più bello della flora cilena. I fiori
sono venduti in autunno nei rami presso i mercati delle città
principali (del Cile) e hanno un reddito vantaggioso per le piccole
e numerose Comunità agricole. Le radici sono usate come sostituto
per la Salsapariglia e purtroppo questa abitudine sta mettendo la
specie in pericolo. |
[indice] |
 |
  |
Lapageria rosea con le sue varietà in base al colore dei fiori:
L. rosea
var. albiflora, fiore bianco puro
L.rosea var.
"Ilsemanni", di taglia un po’
più grande e maggiormente colorato che nel tipo base.
L. rosea
var. superba, a fiori grandi color cremisi.
|
[indice] |
| |
©LUCIA
BARABINO - Webdesigner Valentina Carluccio - |
| |
|
| |