Genere che comprende solo 3 specie. La prima ad entrare in coltivazione fu la Canarina canariensis, le altre furono scoperte dopo. Data la distribuzione geografica ampia (Canarie, Africa, Etiopia) gli studiosi di paleontologia botanica espressero l’opinione che fosse una specie già esistente in epoca preglaciale e sopravvissuta in zone lontane in seguito alle glaciazioni acquisendo caratteri distinti. La più coltivata è la Canarina canariensis.
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Pianta perenne di facile coltura, erbacea rampicante e rizomatosa. Sviluppa numerosi fusti fragili con foglie triangolari dentate.
Non essendo piante vigorose, sono molto adatte ad essere coltivate in terrazzo, utilizzando vasi medi e fornendo loro solo un sostegno a cui aggrapparsi.

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Essendo soggetta fortemente al marciume del rizoma, richiede un terriccio misto di terra fibrosa, foglie sfatte, letame decomposto e sabbia grossolana o perlite o pomice.

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- Ombra lieve.
- Nei climi freddi, da coltivare in vaso all’aperto durante la bella stagione. Essendo pianta da ombra lieve gradisce terreno fresco e pertanto si consiglia di pacciamare con foglie la superficie del vaso. Da riparare in serra nella stagione avversa.
- Nei climi caldi, mettere a dimora sotto grandi cespugli per essere protetta dall’irradiazione solare diretta e dove non si corra il pericolo, tramite vangature, di danneggiare le radici tuberose.
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Periodo di riposo, le annaffiature dovranno essere limitate.
Periodo di crescita, dovranno essere costanti e integrate con concimazioni settimanali, accertandosi che non vi siamo ristagni d’acqua che sono la causa di marciumi radicali con conseguente sofferenza della pianta.
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I fiori sono grandi penduli, simili a una campanula e di colore arancione bruciato striato di rosso. Sbocciano sui rami dell’anno, singolarmente all’apice e all’ascella delle ultime foglie. Assenza di fiori in estate per circa 3 mesi.
Nei climi freddi, a Dicembre-Febbraio.
Nei climi caldi, nei mesi successivi.
Il frutto è una bacca rotonda di colore nero, commestibile dal sapore dolce, ma leggermente acidulo.
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Si propagano per divisione dei fasci di radici , per talea di punta inserite in terriccio sabbioso con leggero calore di fondo o tramite semina.
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Afidi e insetti terricoli. Il marciume radicale è una delle più probabili possibilità di morte della pianta, su consiglia verso la fine dell’inverno di somministrare prodotti a base di zolfo e rame.
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Il nome volgare è"bicácaro".
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Canarina abyssinica, Engler (1903), originaria nelle terre alte dell’Etiopia  dove la si trova ai piedi di colline, in zone umide e ombreggiate, porta fiori rosso-arancione o giallo-arancio, in Settembre

Canarina canariensis, (L.) Vatke, (1874), sinonimo C.campanulata, originaria delle Isole Canarie

Canarina eminii, Asch. ex Schweinf. (1892) originaria del Kenia, porta fiori giallo intenso con striature viola-rossastro.


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