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Genere
che comprende 6 specie, la maggior parte originarie del Sud America.
L'Enciclopedia Motta scrive sulla pericolosità di tutte queste
piante, che nel corso della storia sono state utilizzate già
dagli Atzechi e, sembra, persino dalla Pizia delfica come allucinogeni,
in altri casi invece per le loro qualità narcotiche e antispasmodiche
nella cura dell'asma. Per gli Aguaruna del Perù occidentale,
un popolo tribale di circa mille individui, le 3 specie di Brugmansia
che coltivano, seguendo la loro classificazione baikuá, bíkut
e tsúak, originerebbero dalla specie selvatica mamabaikua;
un fatto che si rispecchia nel
mito di origine aguaruna di queste piante, dove
le specie coltivate sono fatte originare dal corpo di un uomo, che
personifica la prima specie di Brugmansia, quella selvatica.
All'inizio degli anni '70, il dott. T.E. Lockwood ha usato lo studio
e le ricerche sul genere di Brugmansia per scrivere la sua laurea.
Le Brugmansie, già estremamente popolari nel XVII secolo, trascorrevano
l'inverno nelle orangerie poiché erano e sono estremamente
sensibili al gelo. |
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La coltivazione della Brugmansia
non è complicata, non necessita di eccessive cure, anzi,
se trova le condizioni vegetative ideali, ci può sorprendere
per la sua resistenza e veloce crescita senza bisogno d'altro. Nonostante
il suo aspetto esotico non richiede temperature particolarmente
elevate ed è facilissima da coltivare. |
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Predilige un terreno abbastanza calcareo, umido, fertile e una temperatura
che non dovrebbe mai andare sotto i 4°C. Anche la coltivazione
in vaso è possibile,basta sceglierne uno abbastanza grande
e riempirlo con del terriccio contenente argilla (es. quello dei gerani),
stallatico e pomice o lapillo. |
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Una
posizione a mezz'ombra è l'ideale, dove fioriranno più
a lungo, ma sopporta abbastanza bene anche il pieno sole. La loro
fioritura inizia a fine primavera nei climi caldi e continua nell'autunno
e anche all’inizio dell’inverno in climi ideali. Le specie
dalle elevazioni più alte, la Brugmansia sanguinea e la vulcanicola,
preferiscono temperature moderate e notti fresche, e non fioriscono
se le temperature estive sono molto alte. |
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Sono piante avide sia per le foglie molto grandi, la quantità
di fiori in successione e la velocità di crescita, quindi acqua
e buon terreno concimato. Necessita di abbondanti annaffiature, anche
tre volte al giorno nelle giornate particolarmente calde. Se in vaso
le piante avranno bisogno solo di più di cure: annaffiature
copiose durante il periodo molto caldo e la somministrazione di concime
liquido per fiori una volta alla settimana durante il periodo vegetativo.
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I
fiori sbocceranno copiosamente da giugno fino ad ottobre; con una
piccola pausa, bisogna dire, durante il periodo più caldo dell'estate
in cui sui rami sbocciano meno fiori; è come se la pianta si
difendesse dal calore, riposandosi un po’.
Rimuovete i fiori appassiti poiché quando iniziano ad afflosciarsi
compromettono la bellezza della pianta. Nel tardo autunno perde le
foglie, ma esistono anche delle varietà sempreverdi. |
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Si riproduce facilmente da talea, quindi il prelievo
di un rametto, non troppo piccolo, della lunghezza di 30-50 cm circa,
eliminando le foglie alla base e lasciando una coppia di piccole foglie
all’apice, collocarlo poi in vaso con metà torba e metà
sabbia. Meglio se ne mettono più di uno a distanza ravvicinata.
Si può anche far radicare in acqua, sempre con lo stesso procedimento
di talea, e dopo poche settimane si svilupperanno piccole radici bianche.
Una volta che la talea ha una buona struttura della radice, può
essere piantata nel terriccio.
La semina è un altro modo di propagazione. |
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| La Brugmansia
è attaccata dalla mosca bianca, dal ragnetto rosso, dai trivellatori
della foglia e da altri parassiti. |
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La
Brugmansia
in inglese viene chiamata "Yellow Angel's Trumpet", in tedesco
"Totentrompete", in spagnolo" Borrachero" (ubriaco).
Dette volgarmente “tromboni d’angelo” un tempo venivano
classificate come Dature, ma nelle ultime decadi del secolo scorso
iniziarono ad essere designate con il nome di Brugmansia.
Viene chiamata anche "tromba dei morti" perchè molto
tossica. La maggior parte della pianta contiene l'atropina e lo scopolamine.
In certe zone dell'America Meridionale, alcuni abitanti del luogo,
spesso Indios, usavano ricavare dai semi e dalle foglie, una potente
droga allucinogena. È stata usata fermentata anche in veleni
e nelle medicine nel Sud America. |
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| Brugmansia arborea, (L.) Lagerh. (1895), originaria di Ecuador e Cile, fiori bianco-panna fragranti.
Brugmansia aurea, Lagerh. (1893), originaria delle montagne della Colombia e dell'Ecuador, i suoi fiori gialli e profumati possono raggiungere un'altezza di 30 cm. Per renderla più resistente al nostro clima è stata incrociata con altre varietà e viene venduta con il nome di B. aurea x suaveolens.
Brugmansia sanguinea, (Ruiz & Pav.) D. Don (1835), originaria del Brasile porta fiori non profumati lunghi 15 cm e stretti, il cui colore va dall'arancione al rosso, non di facile coltivazione.
Brugmansia suaveolens, (Humb. & Bonpl. ex Willd.) Bercht. & J. Presl (1823), originaria del Brasile è la più popolare e forse la più graziosa delle varietà di Brugmansia. Ha fiori bianchi, lunghi, stretti e delicatamente profumati che possono raggiungere i 30 cm di lunghezza. Di giorno i fiori rimangono penduli, ma la sera si ergono nuovamente.
Brugmansia versicolor, Lagerh. (1895),originaria dell’Ecuador porta i fiori più grandi fra tutte le Brugmansie specie, color salmone.
Brugmansia vulcanicola, (A.S. Barclay) R.E. Schult.(1977),originaria della Colombia è la più rara tra tutte le Brugmansie e difficile da coltivare. Ha fiori molto piccoli, gialli che vertono verso l’arancio, vi è una forma dentellare molto più rara.
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