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Il
genere Aristolochia
conta circa 550 specie distribuite principalmente in tutti i tropici
del mondo, regioni subtropicali e regioni moderate. Appartengono alla
famiglia delle Aristolochiaceae anche Asarum sull'emisfero settentrionale,
Thottea in Malesia, Pararistolochia in Africa tropicale, Saruma in
Cina, Holostytis ed Euglypha in America Meridionale. Dall'ultimo secolo,
l’Aristolochia
si è naturalizzata in Java, Sri Lanka e Florida. Giardini botanici
e notevoli in tutto il mondo coltivano specie diversa anche sotto
vetro. Ambo gli Hortus Botanicus di Amsterdam e Giardini di Kew hanno
una ampia raccolta di Aristolochia.
Molte specie tropicali sono maleodoranti, un mezzo questo per attirare
gli insetti. Un insetto striscerà attraverso l'apertura del
tubo, cosparso di peli volti in giù, arriverà all’otricolo
che gli offre nettare e altre sostanze. Dopo aver effettuato la fecondazione
gli insetti possono strisciare fuori, per l’afflosciarsi dei
peli. Questo non vale per tutte le specie, perché alcune sono
anche carnivore e si nutrono del loro ospite. Anche in Italia abbiamo
delle specie spontanee, tutte a fiore piccolo, (A. clematidis, A.
altissima, A. rotunda, A. pistolochia, A. longa, A. pallida), diffuse
negli incolti e nei boschi, conosciute già dagli antichi romani,
che le consideravano dotate di straordinarie proprietà medicinali. |
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La maggior parte di Aristolochie sono rampicanti di grande sviluppo
e a crescita veloce per cui una posizione in piena terra permette
loro di esprimersi in tutta la loro bellezza. La collocazione nei
pressi di una cancellata o graticcio la aiuta ad avvolgersi, Si
può utilizzare anche per un “bersò”, dove
il numeroso fogliame lo avvolge e crea un angolo d’ombra nelle
stagioni più calde e i fiori appariscenti e inusuali gli
conferiscono quel che di esotico e insolito. Da ricordare però
che la maggior parte delle Aristolochie hanno un odore sgradevole
se “stropicciate”. I fiori della Aristolochia
sembrano stati “creati” da disegnatori di fumetti di
fantascienza data la loro singolare conformazione, anche se il fiore
è così fuori dalla norma che “o te ne innamori
o lo disprezzi!”. La coltivazione in vaso necessita di un
vaso capiente.
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Non hanno grandi esigenze riguardo il tipo di suolo, purchè
ricco di sostanza organica. In vaso si può utilizzare un composto
fatto da 2/3 di fertile terra da giardino, 1/3 di torba o terriccio
universale, poca pomice e stallatico pellettato o Humus. |
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Molte
Aristolochie vivono in piena terra nei climi miti, al sud prediligono
una zona di mezz’ombra, al nord pieno sole. In questo ultimo
caso un muro alle spalle le proteggerà in inverno riversando
di notte il calore accumulato durante il giorno. |
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Annaffiare regolarmente cercando di fare in modo che il terreno sia
sempre abbastanza fresco e umido ma ben drenato; diradare le annaffiature
se il clima è freddo. Essendo rampicanti molto vigorosi rampicanti
sono molto vigorosi nella buona stagione necessitano di annaffiature
molto abbondanti. La concimazione può essere effettuata con
un concime granulare a lenta cessione o mensilmente con uno liquido.
Nessuna concimazione nel periodo invernale. |
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| Il periodo di fioritura per le specie più coltivate
è il periodo primavera-estate. |
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| Tramite semina in primavera o da talea di rami giovani,
per propaggine o margotta negli esemplari adulti e ben significati.
Molte specie fioriscono già dal primo anno o quello successivo
alla germinazione. |
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| Sono soggette anche a ragnetto rosso e mosca bianca.
Effettuare un trattamento preventivo contro le malattie fungine, utilizzando
un fungicida a base di zolfo e rame. |
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Il
nome del genere deriva dal greco "áristos" = "ottimo",
"lochèia" = "parto", si riteneva, infatti,
efficace per i travagli e le infezioni del parto.
Molte specie di Aristolochia
sono coltivate da allevatori di farfalle perché sono alimento
per le larve ( tagala, indica, baetica ) I grandi coltivatori di farfalle
che sfruttano quindi le Aristolochie per richiamarle dicono che è
molto più eccitante vedere per esempio il Battus philenor che
vola nel giardino producendo 41 uova in un giorno che avere un fiore
che appassisce dopo un giorno. Aristolochia
è importante per allevare le larve delle farfalle dei generi
Battus e Parid . Sembra che i bruchi si nutrano di piante velenose
del genere Aristolochia,
perché assumendo la sostanza la rende indigesta ai predatori.
La larva della farfalla Zerynthia polyxena, si nutre esclusivamente
della Aristolochia
rotunda, clematitis e pallida. In Italia è presente in tutta
la penisola e in Sicilia.
In molti bazar indiani le radici della Aristolochia
indica e longa vengono venduti come antidoto sfruttando il succo da
applicare subito dopo il morso di un serpente.
Invece gli indigeni dell’Amazzonia colombiana prima di addentarsi
nella foresta si cingono le cavigliere con le foglie della Aristolochia.
Alcune specie sono velenose, come la A. densinervia dell’Africa
orientale che riesce a far morire i piccoli animali che la toccano.
Alcune specie sono medicinali (tagala) Vengono utilizzate le foglie
macerate e dopo applicate sulla testa degli indigeni per trattare
la febbre. In Indonesia, i fogli sono trasformati un poltiglia e si
applicano all'addome. Nelle Filippine, la pianta è usata per
trattare i morsi e la malaria del serpente. In India, le radici sono
considerate un tonico, carminative ( spasmodiche ). Un certo numero
di altre specie sono usate dai cinese per combattere la dissenteria,
alta pressione sanguigna, il beri-beri.
Il principio attivo è l’acido aristolochico, che in seguito
ad esperimenti fatti sui roditori, è risultato altamente cancerogeno.
In alcuni stati, come la Germania, tutti i prodotti a base di Aristolochia
sono stati proibiti e tolti definitivamente dal commercio, per la
riscontrata tossicità e pericolosità. |
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Elenco quelle di maggior interesse per la coltivazione dal punto di vista ornamentale.
Aristolochia arborea, Linden (1858), originaria dell’America centrale, piccolo albero con la caratteristica che i fiori appaiono alla base di questi, viene impollinato da moscerini.
Aristolochia arcuata, Mast (1865), originaria del Brasile, piccolo rampicante, fiore largo 7 cm.. clima moderato.
Aristolochia brasiliensis, Willd (1824) sinonimo labiata, originaria del Brasile, vigoroso rampicante, fiore di 15 cm, è una delle specie più strane dato che la sua conformazione ricorda gli uccelli della foresta, tanto che un suo sinonimo è A. ornitocephala, ossia a testa di uccello, clima moderato.
Aristolochia chamissonis, Duch. (1864), origine brasiliana, robusto rampicante dal fogliame diverso dalla maggior parte di Aristolochie, fiore di 10 cm, clima moderato.
Aristolochia cymbifera, Mart. & Zucc. (1823), originaria del Brasile, rampicante vigoroso e robusto, si sviluppa anche fino a 6 metri, fiore di 20 cm, clima moderato.
Aristolochia durior, Hill (1773), sinonimo macrophylla e sipho, originaria del nordest degli U.S.A, rampicante deciduo molto veloce nella crescita, soprattutto coltivato per il fogliame, fiori piccoli, semirustico.
Aristolochia esperanzae, Kuntzè (1898), originaria del Brasile, rampicante robusto, fiore di 10 cm., clima moderato.
Aristolochia fimbriata, Cham & Schltdl (1832), proveniente dal Brasile, piccolo rampicante di forma prostata, adatta alla coltura in vaso, fiore di 5 cm., clima moderato.
Aristolochia galeata, Mart & Zucc. (1823), originaria della Colombia e di alcune zone del Brasile, , chiamata in U.S.A dove è molto diffusa, “fiore gallo”, forse in riferimento alla criniera di questi. Rampicante robusto, fiore grande 15 cm, molto appariscente, clima moderato.
Aristolochia gigantea, Mart & Zucc. (1824), originaria di Panama, la più comune in Italia, vigoroso rampicante, fiore grande anche 35 cm, appariscente, buona rusticità.
Aristolochia giberti, Hook (1862), del Brasile, regione del Mato Grosso, rampicante robusto, fiore grande 8 cm., clima moderato.
Aristolochia gorgona, M.A. Blanco (2002), di Costa Rica, una nuova specie con fiore gigante, simile alla A. grandiflora con cui in passato è stata confusa.
Aristolochia grandiflora, SW (1778), sinonimo gigas, originaria del Guatemala, introdotta in Florida per allevare le larve di farfalla. Rampicante deciduo da sviluppo contenuto, spettacolare non solo per la forma del fiore, con un lungo peduncolo arricciato a spirale, , ma soprattutto , come dice il nome, per la sua grandezza. Odore molto forte e sgradevole.
Aristolochia littoralis, Mast (1885), sinonimo elegans, anch’essa originaria del Brasile, rampicante leggiadro e molto fiorifero, fiori di 7 cm., è sicuramente la più bella e la più apprezzata per l’eleganza dei fiori. Il primo esemplare introdotto in Europa è fiorito nei Giardini di a Kew nel 1886, destando lo stupore e l’ammirazione generale. Questa specie non esala sgradevole odore, clima moderato.
Aristolochia peruviana, O.C. Schmidt (1924), del Sudamerica, rampicante con fiori alla base come per la specie arborea, fiori caratteristici molto appariscenti.
Aristolochia ringens, Vahl, 1794, dell’America centrale ( Messico, Panama ) e dell’America del su ( Brasile ), CaraIbi e Giamaica, rampicante vigoroso, fioritura primaverile.
Aristolochia tagala, Cham (1832), distribuito in India, Sri Lanka, China, Malaysia,
Burma, Java and Australia, rampicante leggiadro con foglie grandi e fiori piccoli molto ricercato per allevare le larve di 2 tipi di tipi di farfalle tropicali spettacolari.
Aristolochia trilobata, L. (1753), sinonimo macroura, originaria del Brasile, ( S. Paulo ), rampicante leggiadro, molto elegante, con foglie caratteristiche, a 3 lobi, ( da cui il nome, fiore con una lunga coda, anche di 40 cm. Clima moderato |
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